Dazi e turbolenze internazionali non frenano l’export alimentare italiano, o magari lo rallentano (ovviamente manca la controprova) ma senza impedirgli di arrivare a un nuovo record. E anche la crisi interna sembra impensierire di meno con consumi che tutto sommato danno segnali positivi (anche se il fronte inflazione non sembra essere proprio sereno).
È il quadro tracciato da Ismea Agrimercati, che nell’ultimo report appena pubblicato segnala come «nei primi undici mesi del 2025 le esportazioni italiane agroalimentari aumentano del 5% su base tendenziale, sfiorando i 67 miliardi di euro. Nello stesso periodo l’export nazionale complessivo cresce del 3,1%. Tra i prodotti trainanti si confermano caffè, prodotti della panetteria e pasticceria, formaggi, prosciutti e frutta fresca». L’andamento dei flussi lascia così prevedere «una chiusura d’anno che possa assestarsi intorno ai 73 miliardi di euro, segnando un nuovo record», contro gli oltre 70 del 2024.
Questo, sottolineano dall’Istituto di servizi per il mercato agricolo, grazie «alla capacità delle imprese e alla varietà produttiva» e dal sostegno di «interventi pubblici mai visti prima» con l’attuale governo che «ha reso disponibili oltre 15 miliardi di euro di investimenti per il settore primario, mobilitando risorse nazionali ed europee».








