Milano, 20 mag. (askanews) – Ridurre lo spreco alimentare domestico non è più solo una scelta etica, ma una necessità economica e ambientale. E ci sono alcuni cibi che in questo si pongono come alleati. E’ il caso del tonno in scatola che 9 italiani su 10 (90,4%) ritengono essenziale tenere in dispensa, grazie alla lunga conservazione e alla versatilità nell’utilizzo. Lo rivela una ricerca condotta da AstraRicerche per Ancit, l’associazione nazionale conservieri ittici e delle tonnare.

Dalla ricerca emerge che gli “spreconi alimentari”, quelli a cui talvolta capita di buttare via cibo avanzato o scaduto, sono soprattutto i più giovani, 18-29enni (80%) e 30-39enni (77%), adulti maturi (con i 40-49enni al 64% e 50-65enni al 58%). In tale ambito, gli uomini (71%) confermano minor attenzione al problema, superando di 8 punti percentuali le donne (63%). C’è inoltre una differente geografia dello spreco, che incrementa andando verso il Meridione, dove si raggiunge il 72%, a conferma della necessità di continuare ad educare i consumatori italiani.

Le conserve ittiche sono un classico della dispensa. Nel caso del tonno in scatola oltre un italiano su due (56,5%) non lo spreca mai, e a questo si sommano circa un 20% che lo spreca meno di una volta all’anno, circa un 10% a cui capita almeno tre volte l’anno e un 4% a cui capita una o più volte al mese. E dovendo indicare tre prodotti “salva frigo” all’interno di una lista proposta agli intervistati, oltre sei italiani su 10 indicano proprio il tonno in scatola come re dell’anti-spreco, seguito a breve distanza dalla pasta e dal riso (64,6%) e dai legumi secchi e in scatola/vetro (44,4%). Il favore per il tonno in scatola come re dell’anti-spreco cresce con la dimensione della famiglia, raggiungendo il 68% nelle famiglie con almeno quattro componenti, e il 69% nelle famiglie in cui sono presenti minorenni. Inoltre, presso i lavoratori raggiunge il 67%, con un valore lievemente superiore al 62% dei non lavoratori.