Ireport sullo spreco alimentare rivelano che la responsabilità non è solo a carico del consumatore. Già nel 2020, uno studio dell’Unione Europea riportava uno spreco medio annuo di circa 127 chilogrammi di cibo per ogni abitante. Ma, se le famiglie hanno contribuito per il 55%, il restante 45% è rappresentato dai rifiuti generati lungo la catena alimentare. Uno studio Fao, inoltre, sostiene che globalmente il 13% del cibo va perso lungo la catena di distribuzione, dal post-raccolta alla prevendita, fino al dettaglio.

A ulteriore conferma che lo spreco alimentare è un problema che coinvolge l’intera filiera agroalimentare, un’indagine dell’Osservatorio sulle eccedenze, sui recuperi e sugli sprechi alimentari di CREA riporta che le cause principali della merce rimasta invenduta sono le condizioni climatiche a cui sono sottoposti i prodotti ortofrutticoli.

I dati sono riportati nel report Shelf-life e Ortofrutta – Approcci innovativi per contrastare lo spreco alimentare realizzato da Agreenet. La startup Agreenet si occupa proprio della progettazione e dello sviluppo di materiali e soluzioni di base biologica, biodegradabili e attivi, accuratamente selezionati per ottimizzare la conservazione di frutta e verdura fresca e altri alimenti freschi.