VENEZIA - La pace, par di capire, sia ancora un po' lontana. Ma, dopo gli scontri e le polemiche per la presenza del padiglione russo alla Biennale di Venezia, ci sarebbero segnali di disgelo tra il ministro della Cultura, Alessandro Giuli e il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco. A rivelare il nuovo clima che si sarebbe instaurato tra i due, legati peraltro da lunga amicizia, è stato il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, a Venezia per sostenere la candidatura a sindaco di Simone Venturini (centrodestra) in occasione di un incontro organizzato all'hotel Avani Rio Novo Venice dal circolo cittadino di Fratelli d'Italia, in cui si è parlato proprio di turismo e prospettive per la città. «Nei prossimi giorni il ministro verrà alla Biennale», ha detto Mazzi. «È ripreso il dialogo con Buttafuoco. Credo che abbiano la stessa visione, meta e obiettivo, probabilmente con idee diverse sul cammino da intraprendere, che peraltro hanno condiviso».
Caso Venezi Intervenuto a margine, Mazzi ha parlato anche del "caso Venezi". «Ho trovato il comportamento dell'orchestra e del coro della Fenice troppo violento verso una giovane artista diplomatasi col massimo dei voti». La nomina a direttrice artistica del teatro veneziano che tante polemiche ha sollevato nel coro e nell'orchestra, oltre che in alcuni settori di abbonati è stata revocata dal sovrintendente Nicola Colabianchi, dopo che Beatrice Venezi aveva accusato i musicisti della Fenice di nepotismo. «Verso i giovani artisti bisognerebbe che anche queste istituzioni avessero un atteggiamento diverso: una visione "più avanti", più moderna, non con la testa rivolta all'indietro». Ha poi aggiunto: «Le fondazioni lirico sinfoniche devono cominciare a porsi il problema di produrre arte e cultura anche con ricadute economiche». Mazzi, veronese, ha portato l'esempio della Corea del Sud, dove il repertorio più ascoltato risulta essere l'opera italiana. «Ma cosa fanno le fondazioni per proporsi lì? Quello è un mercato potentissimo. Invece di dibattere localmente, consiglierei all'orchestra di lavorare per produrre artisticamente e anche sotto il profilo economico».Il sostegno Forte il sostegno del ministro a Venturini, «che io chiamo già sindaco. È la guida ideale per Venezia», ha detto, invitandolo presto a Roma per parlare di tante tematiche, alcune delle quali già toccate privatamente ieri, prima dell'incontro. «Voglio dare un aiuto al Bosco dello Sport di Mestre, per far sì che diventi un centro per i più grandi eventi italiani a livello internazionale. Abbiamo un tempo sufficiente (con riferimento al mandato del governo, ormai in scadenza, ndr) per programmare almeno i prossimi 3 anni». Poi il contributo d'accesso, voluto dall'amministrazione Brugnaro per regolare i flussi turistici giornalieri nelle giornate "calde" dell'anno. «Metterlo in dubbio è folle. È l'unico sistema, qualcosa di non discutibile», ha detto Mazzi, mostrando una posizione più certa, verso tale misura, rispetto ad aprile scorso, quando all'M9 di Mestre, a "Spazio attività produttive" organizzato da Fratelli d'Italia, quando non aveva escluso anche altre possibili alternative. «Il prossimo sindaco dovrà consolidarlo in modo intelligente, avvalendosi anche di un Dmo, ossia di una cabina di regia da rafforzare: vuol dire avere una piattaforma per gestire in modo tecnologico i flussi, disciplinandoli. Il candidato di opposizione (Andrea Martella, ndr) mi ha sbalordito con le sue affermazioni sul contributo». Abolirlo, secondo Mazzi, significherebbe far finire Venezia nella "black list" dell'Unesco: «Sarebbe un grande danno per Venezia, considerando il valore che certi riconoscimenti hanno all'estero. Sarebbe gravissimo, specie in termini di turismo d'alta gamma, che non verrebbe più. Un altro aspetto importante: avere in mano il profilo dei turisti che raggiungono la Laguna, che il contributo d'accesso consente di ottenere».Filiera politica, giovani, eventi D'accordo con la visione del Porto promossa da Venturini, Mazzi si è soffermato anche sull'importanza della "filiera" e armonia tra sindaco, Regione e governo. «I giovani ha proseguito con uno sguardo più a livello nazionale non sono solo quelli dei centri sociali, ma che s'iscrivono ai centri sportivi, che stanno "esplodendo" di richieste». Da qui l'elogio a Jannik Sinner e Andrea Kimi Antonelli, esempi virtuosi del "fare". «Oggi siamo meno forti nel calcio, ma in altri sport, in cui non lo eravamo ancora stati, lo siamo». Non è mancato un riferimento al grande evento del 5 giugno a Verona, con diretta su Rai 1, per raccontare l'Italia dell'Unesco al mondo. Occasione in cui sarà lanciata la candidatura della canzone napoletana classica a patrimonio dell'umanità, alla presenza, fra gli altri, di Sal Da Vinci, Serena Rossi, Gigi D'Alessio e Vittorio Grigolo.






