La parola ipocrisia deriva dal greco antico hypókrisis che significa "simulazione" o "recitazione". Originariamente legato al linguaggio teatrale, il termine definisce la simulazione di virtù, sentimenti o buone intenzioni non realmente posseduti, indicando falsità e mancanza di sincerità.
La radice greca è illuminante. Il termine deriva da hypokrínomai composto da hypò (sotto) e krìno (giudicare/spiegare), che nel tempo ha assunto il significato di "sostenere una parte", "rispondere" o “recitare". Se quella prima parte hypo (sotto) la troviamo in molte parole, da ipoclorito (quello di sodio è più noto come candeggina) a ipogeo (un ambiente che sta sotto il livello del suolo), a ipotensione (la pressione bassa), quel krìno (giudicare/spiegare), è fondamentale nella nostra lingua per concetti importanti, da critica a criterio, a crisi.
Dal palcoscenico alla vita. Nell’antica Grecia, l'hypokrités era l'attore, colui che indossava una maschera e "rispondeva" alle domande, recitando una parte. Col tempo, il termine ha perso il significato teatrale neutro per assumere una connotazione negativa, passando a indicare colui che indossa una "maschera" nella vita reale per ingannare gli altri. Fondamentale il passaggio latino: attraverso il tardo hypocrĭsia(m), il termine è entrato nelle lingue moderne col significato attuale di simulazione di buoni sentimenti o intenzioni.







