Giampiero Beltotto e Alberto Stefani

Apertura decisa all'internazionalizzazione, ai giovani e alla tecnologia. È l'obiettivo espresso martedì mattina dal presidente del Teatro Stabile del Veneto, Giampiero Beltotto, nel corso della conferenza stampa di presentazione dei risultati della stagione 2025/26. Un indirizzo sposato a pieno dal presidente del Veneto, Alberto Stefani, che ha confermato l'attenzione «per una realtà straordinaria del territorio, che investe in inclusione, formazione e futuro».Clicca qui per iscriverti al canale WhatsApp di VeneziaTodayI risultati ottenuti dallo Stabile del Veneto restituiscono il quadro di un ente sano e capace di creare un valore aggiunto: sono 6.350 gli abbonamenti, con aumento del 56% nell'ultimo triennio, 200mila le presenze alle rappresentazioni, 300 il totale di artisti e tecnici scritturati. Numeri lusinghieri, frutto «del grande lavoro di tutta la squadra del teatro», ha sottolineato Beltotto, che tuttavia mira più in alto: «Quello che stiamo facendo è bello e soddisfa - ha spiegato -, ma bisogna migliorare. Dobbiamo produrre di più e meglio, e uscire dal “circoletto” che domina la cultura di teatri, case editrici, giornali e critica».Dopo la produzione, il principale obiettivo «sarà internazionalizzare», ha evidenziato il presidente della Fondazione, perché «so che una parte della nostra produzione deve andare fuori». E al tempo stesso, tra gli indirizzi, c'è quello di intercettare di più i giovani, che «non vengono a teatro perché ha ancora un linguaggio vecchio. Non studiamo abbastanza - ha aggiunto -, e questo lascia fuori i giovani e una parte di quelle seconde e terze generazioni di immigrati che non hanno mai messo piede in un teatro». Su questo frangente, in particolare, sono in corso interlocuzioni con il Teatro Nazionale di Bucarest «per portare a teatro i ragazzi che sono già cittadini italiani ma non hanno la nostra stessa cultura, e devono essere incentivati».Internazionalizzare, per Stefani, «è fondamentale. Il Veneto - ha detto - deve essere protagonista del mondo, la nostra forza intrinseca deve essere raccontata. Condividiamo le stesse linee guida per il futuro, e sono convinto che guardando a giovani e tecnologia la cultura saprà essere emblema di questo territorio straordinario che si chiama Veneto».L'assessora regionale alla Cultura, Valeria Mantovan, per parte propria, ha rimarcato l'impegno profuso per sostenere lo Stabile del Veneto, «che ha saputo crescere ed evolversi. Continua a rappresentare un presidio culturale di straordinario valore e come Regione abbiamo sempre creduto in questo progetto, lo dimostrano gli investimenti che hanno permesso di rendere ancora più efficiente questa realtà culturale». La Regione, nello specifico, assegna un contributo ordinario di 1,8 milioni di euro a favore del teatro, a cui si aggiunge un ulteriore contributo straordinario di 1 milione di euro annui. «Il nostro obiettivo - ha concluso Mantovan - è continuare su questa strada, perché la cultura, oltre a essere presidio sociale, contribuisce alla crescita economica».