Il Teatro Stabile del Veneto vuole crescere. Continuare sul fronte delle eccellenze artistiche, proseguire sul versante della commedia dell'arte, allargare il sostengo in regione tenendo sempre presente anche l'invecchiamento del pubblico. E tra gli obiettivi per i prossimi anni, tra Venezia, Treviso e Padova, c'è l'indicazione del teatro Maddalene come principale polo di programmazione contemporanea, l'intesa strutturata con Arteven, il sostegno ai giovani registi, l'attenzione alla nuova drammaturgia, il consolidamento dell'Accademia teatrale e servizi condivisi.
Da qui la visione per il futuro. «L'ipotesi da valutare - aggiunge infatti il presidente - potrebbe essere quella di una "holding" che metta insieme diverse funzioni, pur mantenendo l'identità e la specificità del Teatro Nazionale (TSV) e del Circuito Arteven, valorizzando le competenze dell'intero sistema teatrale e garantendo l'accesso ai fondi ministeriali oggi suddiviso per funzioni. Nell'ambito della danza, ad esempio, operando proprio in quest'ottica di sistema, il TSV ha già scelto di lasciare pieno spazio al Circuito, affinché possa agire su tutto il territorio regionale, comprese le proprie sedi, e di attivare delle partnership con altri soggetti fortemente impegnati nella Danza, come "Prospettiva Danza" a Padova e la Fondazione Teatro Comunale di Vicenza. Una piattaforma dove confluiscono tutti i soggetti teatrali, nelle forme da studiare, consentirebbe di passare da 200mila a più di 300mila biglietti venduti, a 10mila abbonati, a una offerta di marketing integrata e di formazione delle professioni nel teatro. Una tale potenza di fuoco si riverbererebbe su fondi ministeriali più importanti, sulla possibilità di accedere più facilmente a contributi europei».






