«Vogliamo offrire un servizio culturale che coinvolga le varie aree musicali».

Nicola Colabianchi, sovrintendente del teatro la Fenice, spiega con questa parole il programma per le stagioni di opera lirica e sinfonica che sta per decollare. La prima sarà "La clemenza di Tito", l'opera che Mozart scrisse poco prima di morire, in un programma che si sviluppa da giovedì 20 con le repliche previste fino al 30 novembre. E, in generale, il programma della Fenice abbraccia molteplici epoche, anche diverse tra di loro, spaziando come spesso accade da Verdi a Leoncavallo e Bizet, ma proponendo anche scelte più originali ed innovative che non mancheranno di catturare l'attenzione del pubblico.

«Tra le cose più particolari ci sarà sicuramente il "Lohengrin" di Wagner - spiega Colabianchi - che essendo affidato al regista Damiano Michieletto si caratterizzerà per una visione decisamente più moderna. E sempre restando sulla stessa linea ci tengo a ricordare "The Telephone" di Gian Carlo Menotti e soprattutto "Trouble in Thaiti" che era stato scritto da Leonard Bernstein. Da non dimenticare, poi, "Venere e Adone" di Salvatore Sciarrino con la direzione d'orchestra di Kent Nagano».

La Fenice, nell'occasione dell'apertura della stagione, ricorda anche che una parte della programmazione del 2026 si svolgerà al Teatro Malibran e solamente per un titolo anche al Teatro Goldoni. Una novità non da poco.