Sarà uno sguardo decisamente internazionale quello del Teatro Stabile del Veneto. Una scelta netta impressa non solo dal presidente Giampiero Beltotto, riconfermato fino al 2028, ma anche e soprattutto dal governatore del Veneto Alberto Stefani che crede molto in questa svolta verso l'estero e che promette aiuti concreti sui vari piani. A spingere per questa direzione ci sono soprattutto i buoni risultati della passata stagione con 200mila presenze, 6.350 abbonamenti e con il coinvolgimento di oltre 300 tra artisti e tecnici. Sul fronte occupazionale il teatro ha garantito oltre 850 contratti. Ieri mattina Beltotto, Stefani e l'assessore alla Cultura Valeria Mantovan hanno indicato il raggio d'azione dello Stabile, che è stato istituito nel 1992, che alla fine di giugno presenterà il programma definitivo per il 2026-2027 nel quale spicca la tragedia contemporanea "Incendi" di Wajdi Mouawad con la regia di Marco Lorenzi. «C'è stato un aumento di abbonati, in tre anni, del 56 per cento - ha spiegato l'assessore Mantovan - con un valore della produzione relativo alla ricaduta sul territorio che si avvicina ai 13 milioni. Quest'anno il contributo della Regione, complessivamente, arriverà a sfiorare i tre milioni di euro».
Teatro Stabile del Veneto, va in scena la svolta internazionale
Sarà uno sguardo decisamente internazionale quello del Teatro Stabile del Veneto. Una scelta netta impressa non solo dal presidente Giampiero Beltotto, riconfermato fino al 2028, ma anche e...






