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10 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 18:55

Mentre alla Biennale di Venezia il presidente Pietrangelo Buttafuoco difende l’autonomia dell’istituzione conferma il padiglione russo andando allo scontro diretto con il ministro della Cultura Alessandro Giuli, sull’altro fronte culturale lagunare la Fondazione Teatro La Fenice “blinda” Beatrice Venezi. Il Consiglio d’indirizzo, riunitosi oggi alla presenza del sindaco Luigi Brugnaro, ha infatti formalmente approvato la nomina della direttrice musicale. Una ratifica che arriva proprio nei giorni in cui le repentine dimissioni di Domenico Muti (figlio del celebre Riccardo) sembravano aver aperto una breccia favorevole a chi contesta la nomina da mesi.

Muti aveva ricevuto dal sovrintendente Nicola Colabianchi un incarico di consulenza per le tournée internazionali da 30mila euro annui più provvigioni, tre mesi dopo la nomina della Venezi. I sindacati avevano puntato il dito contro queste consulenze esterne, specialmente in un momento in cui la dirigenza aveva bloccato il welfare per i dipendenti. Finito nel “tritacarne mediatico-politico” dopo che il padre aveva speso parole distensive per la Venezi (“Lasciatela dirigere”), Domenico Muti ha rassegnato le dimissioni rinunciando ai compensi maturati, spiegando che il clima creatosi non gli permetteva di lavorare con “serenità”.