Alla F. Hamad Abdelkarim, conosciuto come Alaa Faraj, è uscito di prigione dopo aver trascorso 10 anni in carcere perché accusato di essere uno “scafista”. Nel 2021 era stato infatti condannato in via definitiva per i reati di omicidio plurimo e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, nonostante sulle indagini e sulle accuse fossero emersi fin da subito molti dubbi. Lunedì 18 maggio la Corte d’appello del tribunale di Messina aveva deciso di accogliere l’istanza di revisione del processo e l’istanza della difesa di sospensione dell’esecuzione della pena, concedendo quindi la liberazione di Alaa Faraj. L’avvocata di Alaa Faraj, Cinzia Pecoraro, ha detto che la prima udienza della revisione sarà il 9 ottobre.
All’uscita dal carcere di Palermo era presente Alessandra Sciurba, ricercatrice e attivista che con Faraj ha scritto un libro per raccontare la detenzione. Si intitola Perché ero ragazzo ed è stato pubblicato da Sellerio nel settembre del 2025.
Alaa Faraj ha 31 anni, e ha trascorso gli ultimi 10 anni in carcere a Palermo. È in Italia dal 2015, quando sbarcò a Catania. Aveva lasciato la Libia su una nave, che era stata poi soccorsa al largo della Sicilia. Sopra c’erano 362 persone migranti, 49 delle quali furono trovate morte nella stiva. Venne in seguito accusato dalla giustizia italiana di essere uno degli “scafisti” della nave e condannato a 30 anni di prigione.












