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Lunedì la Corte d’appello del tribunale di Messina ha deciso di accogliere l’istanza di revisione del processo con cui Alla F. Hamad Abdelkarim, conosciuto come Alaa Faraj, era stato dichiarato colpevole di omicidio plurimo e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Faraj era stato condannato in via definitiva nel 2021, nonostante sulle indagini e sulle accuse fossero emersi fin da subito molti dubbi.

La “revisione del processo” è una possibilità estrema e straordinaria prevista dal codice di procedura penale italiano per correggere un errore giudiziario, che ha portato a una condanna definitiva e irrevocabile. L’avvocata di Alaa Faraj, Cinzia Pecoraro, ha detto che la prima udienza della revisione sarà il 9 ottobre. La Corte ha anche accolto l’istanza della difesa di sospensione dell’esecuzione della pena, concedendo quindi la liberazione di Alaa Faraj.

Alaa Faraj ha 31 anni, e ha trascorso gli ultimi 10 anni in carcere a Palermo. È in Italia dal 2015, quando sbarcò a Catania. Aveva lasciato la Libia su una nave, che era stata poi soccorsa al largo della Sicilia. Sopra c’erano 362 persone migranti, 49 delle quali furono trovate morte nella stiva. Venne in seguito accusato dalla giustizia italiana di essere uno degli “scafisti” della nave e condannato a 30 anni di prigione.