Alaa Faraj, lo studente di ingegneria libico ed ex promessa del calcio, condannato a 30 anni con l’accusa di essere stato scafista di una imbarcazione in cui, nel 2015, morirono asfissiati 45 migranti, è tornato in libertà e ha lasciato oggi pomeriggio il carcere dell’Ucciardone di Palermo, dopo che la corte d’appello di Messina ha ordinato la revisione del processo a suo carico. Ad attenderlo c'era anche l’attivista dei diritti e docente della facoltà di Giurisprudenza, Alessandra Sciurba, con cui ha scritto, per la casa editrice palermitana Sellerio, il libro "Perché ero ragazzo", dedicato alla sua vicenda. I due si sposeranno a giugno.L’ex studente ha già scontato circa 10 anni di reclusione, a dicembre è stato parzialmente graziato dal presidente della Repubblica. Un passaggio decisivo per il via libera alla revisione da parte della Corte d’appello. I giudici hanno accolto anche l’istanza della difesa di sospensione dell’esecuzione della pena prima della celebrazione del nuovo processo, concedendogli la liberazione. «Sentirò i miei genitori e starò con i miei amici», ha detto il giovane appena uscito dal carcere La Corte di cassazione aveva rigettato lo scorso anno la richiesta di revisione del processo presentata dall’avvocata Cinzia Pecoraro, confermando la decisione della corte d’appello di Messina a cui era stata fatta l’istanza sulla scorta di due testimoni che confermarono che il giovane era soltanto un passeggero e non uno scafista
Palermo, Alaa Faraj lascia l'Ucciardone dopo 11 anni: l'abbraccio con la futura sposa
L’ex studente ha già scontato circa 10 anni di reclusione, a dicembre è stato parzialmente graziato dal presidente della Repubblica












