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Il 29 aprile scorso Matteo Salvini ha riunito i parlamentari della Lega per «ravvivare l’umore delle truppe», come ha detto poi il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo. Si è trattato di una sorta di discorso motivazionale, in cui il segretario ha indicato i prossimi obiettivi del partito e del governo, soffermandosi in particolare sulla legge elettorale, e ribadendo la sua convinzione che alle prossime elezioni politiche, nel 2027, la destra potrà di nuovo vincere.

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A dispetto di questo ottimismo di maniera, al termine dell’incontro e nei giorni successivi molti deputati e senatori hanno però espresso grosse perplessità sulla linea indicata dal leader. Al punto che hanno iniziato a circolare voci su nuove possibili fuoriuscite. Un nome, tra gli altri, ricorreva con insistenza: quello di Laura Ravetto.

Le indiscrezioni sono arrivate anche a Salvini, che ha cercato di sondare le intenzioni di alcuni dei suoi parlamentari più chiacchierati, prima di incontrare la stessa Ravetto. La quale, però, nel frattempo aveva già fissato il suo incontro con Roberto Vannacci per definire il suo passaggio in Futuro Nazionale, il partito di estrema destra nazionalista fondato dall’europarlamentare, ex vicesegretario della Lega.