«Mi piace il potere», aveva ammesso qualche anno fa a Un giorno da pecora Laura Ravetto. Politica di lungo corso, si è mossa nei suoi 20 anni da parlamentare con scioltezza tra i partiti di destra. Con una eccezionale capacità di capire dove tira il vento. Per questo ieri i leghisti hanno reagito con malcelato nervosismo alla notizia che la deputata di Cuneo sarebbe passata armi e bagagli a Futuro Nazionale. Solo 6 anni fa erano stati loro ad accoglierla, quando il berlusconismo era in fase calante e il salvinismo in espansione. Ravetto ci aveva visto giusto e ora che lascia la Lega per la nuova formazione dell’ex generale Vannacci (data intorno al 4% dai sondaggi) a via Bellerio toccano ferro.
Avvocata, Ravetto era stata scoperta da Silvio Berlusconi che l’aveva candidata nel 2006 e poi l’aveva nominata sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento nel 2010 e responsabile immigrazione di Fi nel 2019. Quando il “sogno azzurro” declina, lei bussa alla porta di Matteo Salvini. «Mi sono proposta io, la Lega è un partito molto selettivo», raccontò in un’intervista tv, descrivendosi come eccessivamente «ribelle» rispetto al tipo di donne frequentato dal Cavaliere. E così Salvini l’ha resa responsabile delle pari opportunità della Lega.










