Un fotogramma che riprende il brutale pestaggio in Piazza Cima

Mazze, cinghie, tondini di ferro e una determinazione spietata nel voler regolare i conti in pieno giorno, davanti ai passanti atterriti. E' iniziato oggi 19 maggio il processo per la violenta spedizione punitiva che, il 2 maggio 2021, trasformò Piazza Cima a Conegliano in un teatro di guerriglia urbana. Tutti gli undici imputati, cittadini di origine kosovara di età compresa tra i 22 e i 25 anni, sono stati rinviati a giudizio e dovranno affrontare il processo per i reati di lesioni aggravate, danneggiamento e porto di armi.La vicenda, che aveva scosso profondamente l’opinione pubblica scatenando roventi polemiche sulla sicurezza cittadina, era nata da un movente passionale: il raid era stato pianificato per "vendicare" l’interesse mostrato da uno dei giovani aggrediti, di nazionalità macedone, nei confronti della ex ragazza di uno dei membri del gruppo kosovaro.L'indagine, coordinata dal pubblica ministero Mara Giovanna De Donà e condotta dal Commissariato di Conegliano guidato da Vincenzo Zonno, ha permesso di mappare la provenienza del commando, composto da ragazzi residenti in diverse province del Nordest e non solo. Tra i rinviati a giudizio figurano i trevigiani A.V. (23 anni), J.L. (24 anni), G.K. (23 anni di Vedelago), D.A. (22 anni di Treviso), F.B. (23 anni di San Biagio di Callalta), G.B. (25 anni di Silea) e il coneglianese S.Z. (23 anni). A loro si aggiungono i veneziani I.B. (24 anni) e A.B. (23 anni), oltre a Q.G. (23 anni, residente a Merano) e M.B. (23 anni, residente a Macerata), difesi dagli avvocati Fabio Crea, Alessandro Sartore Caleca e Paola Miotti.I filmati delle telecamere di videosorveglianza e i video girati con gli smartphone dai presenti — diventati rapidamente virali — avevano immortalato il gruppo mentre si radunava nella zona della stazione ferroviaria. Qui gli imputati avevano prelevato dai borsoni le armi improprie per poi dirigersi verso la piazza con i volti travisati dalle mascherine anti-Covid. Nelle perquisizioni scattate mesi dopo l'aggressione gli agenti avevano sequestrato capi d'abbigliamento corrispondenti a quelli visti nei video, in particolare alcune tute con marchio Adidas indossate dai componenti del commando durante il pestaggio ai danni dei tre macedoni che sedevano ai tavolini di un bar. Si torna in aula il prossimo 4 dicembre.