Redazione cronaca

20 maggio 2026 13:53

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È stato condannato a 20 anni di carcere Alessandro Chiani, uno dei due maggiorenni a processo per tentato omicidio e rapina ai danni di Davide Cavallo, studente bocconiano 22enne che nell'aggressione ha riportato una lesione permanente. Il coimputato Ahmed Atia, assolto per la rapina, è stato invece condannato a 10 mesi e 20 giorni per omissione di soccorso ed è stato scarcerato. A deciderlo è stato il giudice per l'udienza preliminare Alberto Carboni.Il pubblico ministero Andrea Zanoncelli aveva chiesto rispettivamente 12 e 10 anni di reclusione, ma il gup ha deciso per una pena più severa nei confronti di Chiani, riconoscendo all'ipotesi di tentato omicidio tutte le aggravanti contestate dalla Procura: minorata difesa, più di 5 persone, in concorso con minori e con il nesso fra l'aggressione e la rapina di una banconota da 50 euro. Nei confronti di Ahmed Atia, indicato come complice, ma che non ha fisicamente partecipato all'aggressione, rimanendo ad alcuni metri di distanza, il giudice ha invece riconosciuto che il giovane non fosse consapevole della rapina in corso e avrebbe pensato a una rissa fra coetanei. Per questo il 18enne è stato ritenuto responsabile solo della successiva condotta di omissione di soccorso.Il pestaggio e l'accoltellamento per 50 euroLa vicenda risale alla notte dello scorso 12 ottobre, quando la vittima è stata circondata e assalita da un gruppo di cinque ragazzi con il solo scopo di sottrargli una banconota da 50 euro. Oltre ai due 18enni, al pestaggio hanno preso parte tre minorenni, la cui posizione è attualmente al vaglio di un procedimento parallelo davanti al Tribunale per i minorenni.In aula, visibilmente segnato dall'accaduto e supportato da stampelle, il 22enne ha assistito all'udienza accompagnato dai genitori. Sul fronte risarcitorio, le parti civili hanno presentato istanze severe: i legali della vittima hanno avanzato una richiesta di provvisionale pari a un milione e mezzo di euro, a cui si aggiungono 100mila euro ciascuno per i genitori e il fratello dello studente.L'abbraccio in aula e la lettera: "Quella sera volevo solo tornare a casa"Prima che il giudice per l'udienza preliminare si ritirasse per decidere la sentenza, in aula c'è stato un momento di distensione: un abbraccio in segno di perdono tra la vittima e i suoi due aggressori.Agli atti è stata inoltre depositata una lettera del ragazzo, in cui parla dell'aggressione e della difficile accettazione della sua situazione: "Qella sera, volevo solo tornare a casa, mettermi a dormire e svegliarmi la mattina dopo come tutti i giorni. Invece sono qui a farmi forza, a cercare di dare un senso a quel che un senso non ne ha, a rimettere insieme i pezzi del mondo, crudele ma prezioso, che mi è rimasto", scrive Davide. "Sono nato a Milano ma cresciuto davanti al mare, in Sicilia, praticamente sulla spiaggia. Mi piace correre, saltare, ballare moltissimo, fare la verticale, i tuffi, arrampicarmi sugli alberi, camminare sui muretti, scoprire posti nuovi. Viaggiare. Studio Economia dell’Arte in inglese, un corso di economia mirato ai prodotti culturali, musica, film, quadri, spettacoli. Sono leale, curioso, gentile, appassionato fino alle ossa di qualsiasi cosa la vita voglia regalarmi, bello e brutto: mi piace così. […]. Continuo a dire 'sono' e non 'erano' perché non riesco ad accettare che siano perse dopo quello che mi è successo. Non sarebbe giusto", si legge ancora. Dalle righe traspare tutta la sofferenza della sua attuale quotidianità."Fino a ieri, ero come voi. Ciascuno di voi. Non ero diverso. Fino a ieri camminavo per la strada cantando, andavo al parco, mi svegliavo, col sorriso o meno e vivevo la mia vita. Fino a ieri tutto era 'normale', scontato, abitavo il mio corpo e non pensavo alle cose a cui penso oggi. Nessuno mi aveva detto che sarei finito così, non un segnale, un messaggio: un giorno ti svegli, la tua vita è cambiata e non puoi farci nulla".