Vent'anni anni di reclusione per Alessandro Chiani e dieci mesi per Ahmed Atia che verrà scarcerato. Lo ha deciso il gup di Milano Alberto Carboni che ha condannato i due maggiorenni responsabili di aver aggredito e accoltellato in concorso con tre minorenni, il 12 ottobre scorso in zona Corso Como, lo studente bocconiano di 22 anni Davide Cavallo, provocandogli danni permanenti. «Il giudice ha riconosciuto il tentato omicidio» pluriaggravato, ha affermato a margine della sentenza l'avvocato Guglielmo Gulotta che assiste Chiani, il 18enne che ha sferrato le coltellate, annunciando ricorso. Cade invece l'accusa di rapina e tentato omicidio nei confronti di Atia, riqualificata in omissione di soccorso. La procura di Milano aveva chiesto 12 anni per Chiani e 10 per Atia. In aula era presente la vittima accompagnata dal padre. «Il giudice è stato più severo della vittima», ha concluso Gulotta.

L'abbraccio con gli imputati Davide Cavallo, prima della Camera di Consiglio nel processo contro i due aggressori che lo hanno gravemente ferito lo scorso ottobre a Milano, ha chiesto al giudice di potersi avvicinare e abbracciare i due imputati. Cosa che poi è avvenuta. I tre hanno anche a lungo parlato. Al termine dell'udienza Davide Cavallo è uscito scortato dai genitori e non ha voluto parlare. I genitori non perdonano «Il padre non è il figlio, il figlio ha perdonato. Il padre e la madre non riescono». Lo afferma Luca Degani, avvocato del padre di Davide Simone Cavallo, a margine dell'udienza del processo con rito abbreviato che vede imputati Alessandro Chiani e Ahmed Atia per tentato omicidio. «Sentirsi dire che una coltellata è stata data per un gioco alle due di notte è qualcosa che ti fa davvero dire 'basta': c'è un limite anche al diritto di difesa», aggiunge Degani. «Ma non comportiamoci come se non vi fosse una colpa, come se non vi fosse una parte lesa e come non vi fossero dei genitori e dei ragazzi che hanno distrutto la loro vita», sottolinea il legale. «Anche i due imputati hanno distrutto la loro vita e vederli fa impressione perché sono dei ragazzini, bisogna dirlo, ma bisogna dire anche quello che è successo: che alle 2 di notte o alle 3 di notte in corso Como dei ragazzi italiani hanno chiesto una sigaretta, hanno portato via 50 euro e hanno accoltellato un loro coetaneo», conclude Degani.