Modena, 19 maggio 2026 – “Un trauma così non lo vedi tutti i giorni, sembrava che le fosse scoppiata una bomba sotto le gambe”. È visibilmente ancora scossa Viktorija Prudka, infermiera di origine ucraina del Policlinico di Modena nel reparto di pneumologia, quando racconta di come ha soccorso la turista tedesca di 69 anni, a cui i medici hanno dovuto amputare le gambe. Ieri l’hanno estubata e vista la stabilità del quadro clinico, dall'ospedale valutano il possibile rientro nel suo paese. L’esito della strage di Modena – con Salim El Koudri che ha falciato a 100 km/h i cittadini in centro nel momento di massimo affollamento sabato pomeriggio – rimane drammatico: due feriti gravi ancora ricoverati al Maggiore di Bologna e tre al Baggiovara.

"Ero terrorizzata – ha detto Viktorija – era anche pieno di ragazzini di 14-15 anni, che passeggiavano perché era una bella giornata. Poteva succedere anche di peggio”.

Il racconto di Viktorja il giorno della strage

Quel sabato pomeriggio (il 16 maggio, ndr) Viktorja era in centro a Modena: “Dovevo fare acquisti con mia figlia a Stradivarius – racconta – e appena abbiamo passato la vetrina, abbiamo sentito un boato dietro le nostre spalle. Poi silenzio di tomba e subito dopo la gente che ha iniziato a urlare e a correre, così mi sono girata. Inizialmente ho visto una persona a terra e una macchina sul marciapiedi. Pensavo che fosse un incidente. Ma quando mi sono avvicinata ho capito che la situazione era molto più grave e lì c'era già un medico. Siamo intervenuti insieme praticamente”.