C’è nel nostro Paese l’urgenza di fornire risorse adeguate a chi si occupa di salute mentale. L’Italia destina a questo settore il 3% dei fondi del bilancio dedicato alla sanità, mentre in Francia e Germania siamo sul 10%. Ma non è solo un problema di fondi. Non esiste la bacchetta magica, servono gli strumenti adatti. Bisogna pensare a spazi di formazione e cura che allarghino i confini e le competenze degli operatori perché si possano capire e prevenire certi tipi di comportamenti". Andrea Scardovi, psichiatra e segretario scientifico del Centro psicoanalitico di Bologna, è rimasto colpito, come tutti, da ciò che ha fatto a Modena il 31enne Salim El Koudri a Modena. Ma pensare a una ricetta pronta sarebbe un errore imperdonabile.

Scardovi, c’erano segnali che si potevano cogliere oppure si tratta di comportamenti imprevedibili?

"Credo sia molto difficile prevedere questi comportamenti, ma credo altresì che ci si aspetti dalla psichiatria qualcosa su questo fronte. Si rischia però di confondere la cura e il controllo, che sono due cose diverse. L’una attiene al versante clinico, l’altro riguarda quello sociale, politico e criminologico".

In questo caso si parla di un disturbo schizoide di un paziente che a un certo punto avrebbe interrotto le cure.