Torna a nuova vita Ares, marchio modenese specializzato nella personalizzazione di veicoli di lusso. Infatti, dopo diversi mesi di crisi, è stato annunciato un più ampio progetto di rilancio, con il coinvolgimento di importanti investitori e di un'azienda nota per uno dei salvataggi di maggior rilievo nell'automotive tedesco, la Recaro.

Il progetto vede in prima fila, come azionista di maggioranza, Proma Group, società campana attiva nella progettazione, nello sviluppo e nella produzione di componentistica automotive con oltre 1 miliardo di euro di fatturato e più di 5.000 dipendenti. I numeri, però, si riferiscono al 2024 e non comprendono quindi il contributo del marchio tedesco, rilevato dall'amministrazione straordinaria all'inizio del 2024, e soprattutto l'importante commessa per i sedili dei modelli Grenadier. Nella nuova compagine sociale di Ares figura anche Boris Collardi: il suo nome dirà poco o nulla al grande pubblico, ma si tratta di un banchiere con un curriculum di tutto rispetto nel mondo delle gestioni patrimoniali (ha ricoperto ruoli di primissimo livello in Julius Baer e Pictet, due tra le maggiori realtà del settore).

La gestione operativa della nuova Ares è stata affidata ad Antonio Trotta, ingegnere meccanico con un oltre 26 anni di esperienza nel mondo delle quattro ruote: ha lavorato per Bridgestone e poi per Bosch, dove ha assunto diversi ruoli nei settori manifatturiero e logistico e, in particolare, nel campo della gestione della qualità e nei rapporti con i fornitori. Nel 2016 diventa responsabile proprio della qualità della supply chain per Ferrari, mentre dal 2021 è responsabile degli acquisti per motori e propulsori elettrici.