Cresce età media detenuti e aumentano i giovanissimi L'età media della popolazione detenuta cresce. Fino al 2010 i detenuti con meno di 40 anni erano in netta maggioranza, oltre il 60%. Alla fine del 2024 erano il 44,1%. Alla fine del 2025 il 43,9%. Emerge da rapporto di Antigone. Di converso gli over 50, che nel 2010 erano il 15,8% dei presenti, alla fine del 2024 erano il 29,4% e alla fine del 2025 il 29,5%. Se l'età media della popolazione detenuta avanza, questo sta avvenendo nonostante i giovanissimi, per quanto pochi, sono sempre di più. I ragazzi dai 18 ai 20 anni, a lungo in netto calo tra i presenti, sono passati dall'1% delle presenze alla fine del 2021 all'1,6% nel 2024, dato confermato anche alla fine del 2025. Mentre i giovani tra i 21 e i 24 anni, anche loro in costante calo in termini percentuali, hanno fatto registrare il loro minimo alla fine del 2022, un 4,7%, per iniziare a crescere fino all'attuale 5%. Se dunque la popolazione detenuta invecchia, la tendenza è quanto meno contenuta dalla recente crescita dei giovani adulti."Era un dato che avevamo previsto, a seguito dell'emanazione del decreto legge sicurezza che aveva cancellato l'obbligo del rinvio dell'esecuzione della pena per donne incinte o con prole inferiore a un anno di età - denuncia Antigone -. Un passo indietro rispetto ai miglioramenti registrati negli ultimi anni, come se la sicurezza di un paese passasse da una manciata di donne". Al 31 marzo 2026 le carceri italiane ospitavano 2.804 donne, pari al 4,4% della popolazione detenuta, un dato sostanzialmente stabile nei decenni. A queste si aggiungono le 22 ragazze detenute nelle carceri minorili, pari al 3,95% del totale delle presenze negli Istituti Penali per Minorenni. Le tre carceri femminili (Roma, Venezia, Trani) ospitano complessivamente 501 donne, meno di un quinto del totale. Le altre sono ospitate in sezioni femminili collocate in carceri a prevalenza maschile, che a volte arrivano a prevedere la presenza anche di pochissime donne, che finiscono per vivere un secondo isolamento all'interno della struttura. "È questa un'annosa questione che si risolverebbe con estrema facilità qualora il sistema penitenziario, superando antiquati e insensati divieti, permettesse l'organizzazione di attività diurne congiunte, quali classi scolastiche o corsi di formazione", si legge nel report.