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La sempre maggiore presenza di film non americani candidati nelle categorie principali dei premi Oscar ha cambiato la loro circolazione, la loro importanza e quindi il loro ruolo nel sistema hollywoodiano. Se anche in passato capitava che attori americani scegliessero ogni tanto di girare un film in Europa, adesso sempre di più il film d’autore europeo o asiatico è diventato una maniera, per chi ha una carriera problematica a Hollywood, di provare a rilanciarla.
La condizione è che questo film non americano passi per un grande festival europeo, cioè o Cannes o Venezia. E sebbene nessuno possa essere sicuro che un film sarà a un festival prima che sia finito, se ci lavorano sia dei registi riconosciuti in Europa sia delle celebrità hollywoodiane di solito si può stare sufficientemente tranquilli di essere ammessi. Il festival di Cannes di quest’anno ne è una buona dimostrazione.
Due casi recenti hanno cambiato molte cose. Nel 2025 Demi Moore, da tempo fuori dai film americani che contano, arrivò a sfiorare l’Oscar come miglior attrice protagonista grazie al film internazionale passato a Cannes The Substance. Ancora meglio andò nel 2024 a Zoe Saldana, che fino a quel momento aveva partecipato a film di grandissimo successo ma mascherata (quelli della serie Guardiani della galassia) o attraverso un personaggio digitale (nella serie Avatar). Non riusciva insomma ad affermarsi come attrice protagonista con il suo volto. Recitando nel film francese Emilia Pérez vinse sia il premio per la miglior interpretazione femminile a Cannes (insieme alle altre attrici del film), sia poi l’Oscar per la miglior attrice non protagonista.












