Altro che il «giardino della concordia» sospirato dal ministro della Cultura Alessandro Giuli. Dopo la parata dem della segretaria Elly Schlein e il suo attacco al governo «che usa la cultura come luogo da occupare», il presidente della Regione Alberto Cirio si toglie un sassolino dalla scarpa: «Mi ha fatto sorridere la sfilata di tanti politici della sinistra che sono venuti a far politica al Salone per dirci che non bisogna far politica al Salone». Ministro Alessandro Giuli e governance del Salone del Libro Primo giorno di kermesse al Lingotto. Il ministro Giuli parla di un luogo dove «si sente più a casa» che altrove, e ne apprezza «pluralità, differenze e sfaccettature». Sostiene poi l'entrata dello Stato nella governance del Salone «come garanzia di imparzialità». Secondo giorno, il sindaco Stefano Lo Russo mette una pietra tombale: «Funziona bene così, non vedo perché cambiare». Schlein nicchia e inizia il suo lungo tour tra gli stand, seguita da un codazzo di consiglieri, parlamentari e dirigenti dem, tutti intorno a mo' di scorta. Il primo cittadino non lascia mai il suo fianco. Circondata dai libri, dà l'affondo a Meloni: «Per il governo la cultura è un luogo per spartire posti di potere e piazzare poltrone agli amici e fedelissimi». A fine giro scappa per incontrare il senatore americano Bernie Sanders e parlare di «oligarchie, salute e istruzione». Pif, Ravetti e il dibattito politico al Lingotto Terzo giorno, Pif dialoga all'Arena Piemonte con il vicepresidente del Consiglio Domenico Ravetti, del Pd, su lavoro, precarietà e memoria. Da qui, sostiene che all'Italia servirebbe «uno schieramento di destra che non sia fascista», il presidente dell'Aula Davide Nicco risponde: «Il fatto stesso che abbia potuto fare quelle ed altre affermazioni politiche in uno spazio istituzionale è la dimostrazione più evidente che in Regione, come in Italia, esiste una centrodestra democratico e liberale». In un'altra Sala l'assessore di Fratelli d'Italia Maurizio Marrone attacca il city branding di Torino e il sindaco Lo Russo. Il vicecapogruppo di Avs Marco Grimaldi incontra Sanders e sui social scrive: «C'è la necessità che le forze eco-socialiste costruiscano rapporti sempre più stretti e una rete di fronte all'iniziativa mondiale della coalizione nera dei suprematisti, contro tiranni e tycoon che vogliono dominare il mondo». Nicola Lagioia e Roberto Saviano contro il governo sulla cultura Quarto giorno, su La Stampa esce un'intervista all'ex direttore del Salone Nicola Lagioia: «Il governo mi pare totalmente incapace di occuparsi di editoria, forse per mancanza di competenza». E anche lui rimanda al mittente l'entrata dell'esecutivo nella governance: «Serve indipendenza». Lo scrittore Roberto Saviano, in un dibattito, affonda: «Il problema non è la destra. È che hanno dato tutto, l'arte, il cinema, tutto in mano ai peggiori, non hanno dato tutto in mano alla destra, hanno dato tutto in mano a non professionisti, a persone non capaci». Parole che ricordano, inevitabilmente, quelle di Schlein. Al Salone non c'è un divieto scritto nella pietra, ma è consuetudine da anni ormai non inserire nel programma presentazioni di libri e talk dei politici in carica o in fase di campagna elettorale (da qui i noti «no» a Salvini o Meloni). Alberto Cirio replica alla sinistra sul Salone del Libro E così, in barba ai rapporti di concordia istituzionale con il sindaco dem Lo Russo, il governatore Cirio si complimenta con gli organizzatori del Salone, plaude al successo dell'evento, ma poi aggiunge: «Il Salone è il luogo in cui meglio si realizza ciò che è scritto nella nostra Costituzione, la garanzia di libertà di pensiero da parte di tutti. E dunque ben vengano le libere opinioni. L'unica cosa che mi ha fatto sorridere - e, ripeto, lo dico sorridendo - è che mai come quest'anno abbiamo assistito a una sfilata di tanti politici della sinistra italiana che sono venuti a far politica al Salone per dirci che non bisogna far politica al Salone. Ma questo è il bello della democrazia». La segretaria Schlein non ritiene di dover replicare. Il sindaco Lo Russo nemmeno. Annalena Benini e il Salone del Libro senza polemiche E dire che per la direttrice Annalena Benini era stata un'edizione «senza polemiche», forse graziata «dai lumi celesti del Papa».
L’affondo di Cirio sulla sinistra: “Al Salone del Libro una sfilata di politici e intellettuali Dem”
La presenza di Schlein, i “no” all’ingresso dello Stato della governance, gli attacchi di Lagioia e Saviano. A chiusura del Salone, lo scontro politico si ince…













