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Barbara Poggio*
Un'indagine fatta in Val di Fiemme dopo alcuni femminicidi ha rivelato i tratti dell'identità maschile diffusa basata su forza, controllo, resistenza, non cedere mai. Non si tratta mettere gli uomini sotto accusa, ma immaginare un’altra idea di forza. Anche da qui passa la prevenzione della violenza
Pubblichiamo da oggi sul nostro canale La 27esimaOra la rubrica «Controluce» di Barbara Poggio, docente di sociologia all'Università di Trento, dedicata ai temi di genere
«Tra uomini non è normale chiedersi come stai». Una frase che racconta molto di come si costruisce ancora oggi il modello dominante di maschilità: attraverso il controllo di sé, la resistenza, il bisogno di apparire forti, la difficoltà a riconoscere la propria vulnerabilità. È una delle frasi raccolte nel corso di una ricerca realizzata in Val di Fiemme, nata dalla mobilitazione di diverse realtà del territorio dopo alcuni gravi casi di femminicidio che avevano scosso profondamente la comunità. Al centro della ricerca del Centro Studi Interdisciplinari di Genere dell’Università di Trento, c’è l’esperienza della condizione maschile nel contesto locale. La maschilità non è un dato naturale: si apprende, si mette in scena e si conferma nelle relazioni.






