A Reggio Calabria più di 1.100 minori vivono in aree di disagio socioeconomico. Il report Save the Children evidenzia povertà, dispersione scolastica e carenza di servizi

REGGIO CALABRIA – Nascere e crescere in un quartiere piuttosto che in un altro può segnare profondamente il futuro di un bambino. Anche nel capoluogo dello Stretto, le disuguaglianze territoriali incidono sulle opportunità educative e sociali dei più giovani. È quanto emerge dal nuovo rapporto di Save the Children “I luoghi che contano”, che fotografa la condizione dei minori nelle periferie urbane italiane.

Più di mille minori nelle aree di disagio

A Reggio Calabria sono 1.181 i bambini e gli adolescenti tra 0 e 17 anni che vivono in aree di disagio socioeconomico urbano (ADU), pari al 4,4% della popolazione minorile. Si tratta di due zone individuate dall’Istat in cui le criticità sociali ed economiche risultano particolarmente elevate.

Qui il 42,7% delle famiglie vive in condizioni di povertà relativa, un dato nettamente superiore alla media cittadina del 30,9%. Una condizione che si riflette direttamente sulle possibilità di crescita e di accesso ai servizi per i più giovani.