È il bilancio più lungo della storia: quella della Città della Salute, almeno. Ieri, mentre si sta lavorando alla chiusura dei bilanci 2025 di tutte le Asl/ospedali, Città della Salute compresa, e si inizia a ragionare sui previsionali 2026, la giunta regionale ha approvato il bilancio consuntivo 2024 dell'azienda ospedaliero-universitaria torinese: la più grande del Piemonte, tra le maggiori in Italia. Un via libera che si accompagna, sempre da parte della Regione, al bilancio della nuova azienda Regina-Sant'Anna, appena scorporata da Città della Salute, e al bilancio consolidato del servizio sanitario regionale. Anche questi rimandano al 2024. Rendiconto Città della Salute: il bilancio che scottava Una bella infornata, insomma. Ma è il rendiconto di Città della Salute, quello che fa notizia: il bilancio che scottava, che Thomas Schael, ex-commissario aziendale, si era rifiutato di firmare non prima di aver ingaggiato un team di advisor per «bonificarlo», insieme a quelli degli anni precedenti, e che Livio Tranchida, il suo successore, ha firmato non prima di averlo rivisto, sempre con i consulenti di cui sopra, dalla prima all'ultima riga. Era il 4 novembre 2025, passivo allora a meno 51 milioni, firma e controfirma della pergamena da parte di Tranchida e dell'assessore alla Sanità Federico Riboldi di fronte ad un plotone di telecamere. Direzione Sanità Piemonte: prescrizioni e misure correttive Scottava e per certi versi scotta ancora, il rendiconto, che la Direzione regionale della Sanità, dopo averlo riesaminato a lungo, solo ora dà il via libera alla trasmissione: al ministero della Salute e alla Procura, stanti le inchieste e le traversie giudiziarie che interessano l'azienda. Oggi come oggi il famoso rendiconto chiude a meno 57 milioni, che l'azienda dovrà evidentemente ripianare trovando le coperture. «Il bilancio - spiegano dalla Regione recepisce gli esiti dell'attività istruttoria e di controllo svolta dalla Direzione regionale Sanità e del parere espresso dal Collegio sindacale aziendale. L'approvazione avviene con prescrizioni e con l'obbligo, per l'azienda, di adottare le relative misure correttive e di rafforzamento dei presidi amministrativo-contabili». Tutto dire. Quanto ai 7,3 milioni del Fondo Balduzzi, prima cancellati dal rendiconto come «credito inesigibile», sono rientrati dalla finestra, e classificati come un debito verso le casse regionali. Bilancio Regina Margherita e servizio sanitario regionale 2024 Come si è detto, approvati anche il bilancio 2024 dell'Ospedale Infantile Regina Margherita, con un risultato di esercizio in pareggio, e il bilancio consolidato 2024 del servizio sanitario regionale. Dichiarazioni Federico Riboldi sulla sanità piemontese «L'approvazione dei bilanci rappresenta un passaggio di chiarezza, responsabilità e trasparenza nella gestione della sanità piemontese» - dichiara l'assessore Riboldi -. «Le situazioni contabili più complesse sono state affrontate con rigore, attraverso istruttorie approfondite, prescrizioni puntuali e coperture già individuate, senza mettere in discussione la continuità dei servizi e la tenuta del sistema sanitario regionale. La Regione si assume fino in fondo il proprio ruolo di governo e controllo, garantendo equilibrio, correttezza amministrativa e tutela della sanità pubblica». Città della Salute: trasparenza, investimenti e continuità sanitaria In particolare, aggiunge l'assessore Riboldi, l'approvazione del bilancio della Città della Salute «chiude una fase delicata e di incertezze», che ha richiesto approfondimenti tecnici e un lavoro puntuale di riallineamento contabile. «Non abbiamo nascosto le criticità, ma le abbiamo affrontate, chiedendo all'azienda misure correttive e un rafforzamento dei presidi amministrativo-contabili. È questo il metodo che intendiamo seguire: massima trasparenza sui numeri, responsabilità nella copertura delle perdite e continuità negli investimenti per migliorare servizi, strutture e organizzazione della sanità piemontese».
Città Salute, bilancio chiuso con un buco di 57 milioni. Riboldi annuncia rigore e correttivi
Il bilancio era stato al centro di una diatriba con l’ex commissario Thomas Schael che si era rifiutato di firmarlo senza una bonifica contabile










