Un referto particolare: è quello stilato dalla Sezione di controllo per il Piemonte della Corte dei conti per la Sanità piemontese, con particolare riferimento al 2022 e uno sguardo prospettico fino al 2025. Città della Salute fuori quota L’analisi, che esclude la Città della Salute e della Scienza di Torino in quanto soggetta a piano di rientro, offre un quadro articolato e complesso, evidenziando luci e ombre nella gestione delle risorse e nell’erogazione dei servizi sanitari. Riduzione dei posti letto Uno dei primi elementi messi in luce riguarda la distribuzione dei posti letto nei presidi ospedalieri, che risulta disomogenea sul territorio. A fronte di un calo demografico generalizzato, si registra una riduzione dei posti letto, parzialmente compensata dall’apporto delle strutture accreditate. Tuttavia, permane una prevalenza di posti letto pubblici, segno di una Sanità ancora fortemente ancorata al sistema pubblico. Pediatri in estinzione e ricorso ai gettonisti Sul fronte dell’assistenza territoriale, emergono criticità significative. Se il numero medio di assistiti per medico di medicina generale rientra nei limiti previsti, la situazione è ben diversa per i pediatri di libera scelta, che in molte realtà superano ampiamente i massimali nazionali. Inoltre, la carenza di personale sanitario ha spinto le aziende sanitarie a ricorrere a contratti di servizio e all’impiego di medici “gettonisti”, con un conseguente aumento dei costi e una minore capacità di controllo sulla qualità delle prestazioni. Il nodo della libera professione Un altro tema rilevante riguarda la gestione delle attività libero-professionali intramurarie. La mancanza di spazi adeguati ha portato molte aziende a stipulare convenzioni con strutture esterne, generando in alcuni casi disavanzi economici. Nonostante ciò, è stato rispettato il principio della prevalenza delle prestazioni istituzionali rispetto a quelle a pagamento, salvo rare eccezioni. Lo spartiacque della pandemia Il referto affronta anche il tema del recupero delle prestazioni sanitarie non erogate durante la pandemia. Nonostante l’approvazione di un piano operativo regionale e il ricorso a prestazioni aggiuntive, i risultati sono stati inferiori alle attese. Solo due aziende hanno superato i volumi di ricovero del 2019, mentre nessuna ha raggiunto i livelli pre-pandemici nell’attività ambulatoriale. Liste di attesa sempre più lunghe Particolarmente critici sono i dati relativi ai tempi di attesa per le prestazioni ambulatoriali urgenti e differibili, che in molti casi risultano peggiorati rispetto al 2019. Case di comunità, avanti piano Infine, l’attuazione degli interventi previsti dal Pnrr – Missione 6 “Salute” – procede a rilento. Le risorse erogate sono contenute e solo tre aziende hanno attivato le Case di Comunità, a causa di ostacoli burocratici che rallentano l’esecuzione dei progetti. Piemonte al bivio In conclusione, il quadro delineato dalla Corte dei conti evidenzia una sanità regionale alle prese con carenze strutturali, difficoltà organizzative e sfide complesse. Tuttavia, il referto rappresenta anche un’opportunità: quella di ripensare il sistema sanitario piemontese in chiave più efficiente, equa e sostenibile, valorizzando le risorse disponibili e affrontando con decisione le criticità emerse.