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29 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 9:26

E dire che di lavoro ce ne sarebbe molto. Tra i nuovi ospedali da costruire, buchi nei bilanci, medici a cavallo tra settore pubblico e il privato, inchieste varie e via discorrendo, l’ufficio della responsabile del settore “Anticorruzione e vigilanza sui contratti e sulle strutture pubbliche e private” della Direzione Sanità della Regione Piemonte dovrebbe essere impegnatissimo a trovare buone pratiche per prevenire corruzione e sprechi. Invece la dirigente Laura Benente, nominata da sei mesi, è ancora sola: “Non sono mai state attribuite risorse di personale a questa struttura”, ha detto lei lunedì 17 novembre, nel corso di un’audizione della commissione Legalità del consiglio regionale, per poi aggiungere che “il settore non sta in piedi da solo o, meglio, solo con il dirigente”.

La sua è una figura unica in Italia: “Non mi risulta che in altre regioni esista una struttura analoga che si occupa di anticorruzione nello specifico dell’ambito sanitario”, ha spiegato. Non si tratta del responsabile anticorruzione, presente in tutte le amministrazioni regionali, ma di quello specifico della Direzione Sanità, ambito da cui passa il grosso della spesa delle regioni. Il suo ruolo è stato creato nell’ottobre 2019 dalla giunta piemontese di Alberto Cirio, per promuovere “le buone pratiche per il contrasto di fenomeni corruttivi”, coordinare e promuovere la vigilanza sui contratti delle aziende sanitarie regionali e sulle strutture pubbliche e private, ma anche promuovere e coordinare “attività volte ad assicurare l’adeguatezza complessiva dei controlli” per garantire “la tutela della salute mediante un utilizzo oculato delle risorse pubbliche destinate”. Da allora si sono succeduti due dirigenti ad interim, privi di staff, e per un certo periodo il ruolo è rimasto scoperto.