Decimomannu. 21 maggio 2026 alle 00:18L’Azienda della salute taglia il budget: il centro attivo da 30 anni rischia la chiusura
Una scure silenziosa e drammatica si abbatte in queste ore sulla sanità fragile della Sardegna, colpendo al cuore la provincia di Cagliari e lo storico centro Aias di Decimomannu. A causa di una recentissima modifica della classificazione dei pazienti e delle relative tariffe riabilitative, l’Ares (Azienda della salute) ha ridotto sensibilmente l’acquisto di prestazioni dall’Associazione per l’assistenza agli spastici. Il risultato è drammatico: in tutta l’Isola almeno 120 pazienti non vedranno prorogata l’assistenza. Ben 22 di questi si trovano nella struttura decimese, aperta nell’‘88 e attiva come residenziale dal ‘97. Per loro, molti ricoverati da oltre vent’anni, si profila il ricollocamento o il rientro a casa. Senza nuovi inserimenti e con un taglio lineare delle entrate, l’intero centro rischia la chiusura definitiva e la drastica riduzione del personale.
La logica dei costi
Fino alla scorsa settimana, la ripartizione dei costi per i presidi a valenza socio-riabilitativa residenziale era chiara: il 40% a carico del Servizio sanitario (Ssn) e il 60% diviso tra Comuni e utenti in base all’Isee. Per i centri diurni il rapporto era invece del 70% Ssn e del 30% a carico di Comuni e famiglie. Cifre che garantivano un equilibrio vitale per i pazienti di livello 3a (patologie neurologiche gravi) e 3b (necessità di assistenza personale). Ora questo delicato equilibrio è stato spezzato dall’azienda regionale.









