PORDENONE - «C’è un grande rischio che l’Azienda sanitaria abbia deciso di chiudere il centro di salute mentale (csm) di Spilimbergo accorpandolo a quello di Maniago. La motivazione sarebbe la carenza di personale. Ma questa scelta, se confermata, creerebbe un forte disagio a un’utenza già fragile, mettendo in discussione i percorsi terapeutici in atto». È la denuncia lanciata da Pierluigi Benvenuto, segretario regionale Fp Cgil. La struttura, che fa parte del Dipartimento delle Dipendenze e della Salute Mentale dell’Asfo, offre servizi di assistenza e riabilitazione, integrandosi spesso con le Case della Comunità locali. Il csm di Spilimbergo serve l’ampia area del Tagliamento e l'accorpamento con il presidio di Maniago impatterebbe su un bacino d'utenza tra gli 80 e i 150mila abitanti.

«Le voci di chiusura - spiega Benvenuto - sono sempre più insistenti, la prossima settimana ci dovrebbe essere un incontro in merito e noi come Cgil vogliamo scongiurare questa possibilità. Far spostare questa tipologia di pazienti vuol dire rischiare di perdere utenza per strada. I pazienti del csm, se non si presentano in seduta, devi chiamarli, andarli a cercare. Non possono essere lasciati soli. Potrebbero avere dei momenti di crisi. Questo comporterebbe l’intervento con altri strumenti e in estrema ratio il trattamento sanitario obbligatorio (Tso)». Secondo Benvenuto, dunque, verrebbe a mancare la funzione preventiva del presidio. «L’aspetto della prevenzione - continua il sindacalista - nella sanità è fondamentale, arrivare a un ricovero coatto per un paziente fragile sarebbe deleterio. Bisogna assolutamente evitarlo. Inoltre, la chiusura del csm rappresenterebbe un impoverimento del servizio sanitario pubblico per i soggetti più fragili. Soggetti che o segui e presidi o li lasci da soli».