CONEGLIANO (TREVISO) - «Stiamo tutelando il servizio e i lavoratori a nostre spese. In assenza di un tempestivo rimborso, come previsto dalla legge, i servizi potranno essere sospesi». Si chiude così l'avviso ai pazienti che i 10 medici di famiglia del gruppo De Gironcoli di Conegliano hanno appeso alla porta dei loro ambulatori.

Il nodo è economico. Ma poi ha ripercussioni a cascata. Da quasi due anni, in sostanza, i dottori di base del De Gironcoli si ritrovano costretti ad anticipare con il loro stipendio parte delle paghe del personale, a cominciare dalle cooperative degli infermieri e da chi si occupa delle segreterie degli studi. E da febbraio del 2024 non ricevono i rimborsi previsti. La situazione che riguarda anche altre medicine di gruppo integrate. A livello generale si parla di cifre pure superiori ai 600 euro al mese per camice bianco.

I medici di famiglia non ne possono più. «Ci siamo rivolti a un legale per chiedere alla Regione di procedere con i rimborsi - spiega Salvatore Cauchi, segretario dello Smi, sindacato dei medici - a suo tempo era stata fissata una quota per gli infermieri. Ma poi ci sono stati degli aumenti contrattuali. E la quota in questione è rimasta sempre uguale».