CONEGLIANO (TREVISO) - Medici asserragliati dentro al centro di medicina di base, al De Gironcoli, in via Manin a Conegliano. È successo ieri pomeriggio quando i dottori hanno dovuto fronteggiare la violenza verbale di un quarantenne che tutti in città conoscono bene. È epilettico ed è tossicodipendente. Ieri, a partire dalle 13,45, è entrato più e più volte al centro dei medici di base, che confina con il Serd, chiedendo ripetutamente soldi e marijuana. Urlando frasi irripetibili, ma anche minacciando il personale sanitario che - a suo dire - si rifiutava di dargli quello che gli spettava. E sventolava una fantomatica ricetta medica che, sempre a suo dire, era la prescrizione per avere la droga di cui aveva bisogno. I medici e il personale infermieristico lo hanno accompagnato fuori dalla struttura per 6-7 volte. Ogni volta, però, diventava più aggressivo, arrivando a brandire la colonnina che serve per delimitare le code contro un’infermiera.
A quel punto il personale medico, terrorizzato, ha allertato le forze dell’ordine e ha chiuso l’accesso gli ambulatori in attesa che la situazione tornasse alla normalità. I pazienti hanno trovato il De Gironcoli sbarrato e sono rimasti di sasso. Poi, qualcuno ha cominciato a suonare il campanello. Soltanto se veniva detto nome e cognome del paziente, orario e motivo della visita, scattava l’apri-porta e l’assistito poteva accedere alla struttura. A fine visita, veniva accompagnato all’uscita di emergenza, defilata rispetto a quella principale e, soprattutto, dal lato opposto dello stabile in modo da non incrociare l’uomo, 40enne, che continuava ad urlare all’esterno. «Ho preso tanta paura - racconta una donna che si era recata agli ambulatori - quella persona è pazza. Andrebbe curata. Invece i medici stessi mi hanno detto che sono impotenti».







