VALDOBBIADENE Sputi, calci e pugni. Una sequenza durata pochi minuti ma che ha colto alla sprovvista il personale sanitario, i vigili del fuoco e i carabinieri che ieri notte si sono recati nell’abitazione di un uomo di 45 anni a Valdobbiadene. L’allarme ai soccorsi è arrivato dai suoi familiari che non vivono in casa sua, ma si sono preoccupati a seguito di una sua chiamata in cui affermava di avere forti dolori al braccio sinistro e al petto. Sintomi che hanno fatto subito pensare al peggio, soprattutto dopo l’improvviso silenzio dell’uomo alle successivi tentativi di mettersi in contatto con lui.

È a quel punto che è scattato il codice “rosso”: i pompieri, con carabinieri e sanitari al seguito, hanno sfondato la porta d’ingresso dell’abitazione del 45enne e lo hanno trovato steso con gli occhi chiusi. Ma quando gli operatori si sono avvicinati per prestare le prime cure, l’uomo ha avuto un improvviso scatto d’ira, dettato dallo stato di ubriachezza in cui versava: ha alzato le mani verso uno dei carabinieri, dandogli uno schiaffo e poi ha sputato in faccia agli infermieri. «Io mi sono divincolata e mi sono rifugiata in bagno per sicurezza - spiega la dottoressa Sara Pinazzi -. Nessun paura, solo un gesto auto conservativo: ero l’unico medico in quel momento, se mi fossi fatta male sarebbe stato un problema: chi avrebbe preso le decisioni se la salute del paziente si fosse aggravata? Non potevo permetterlo».