PORDENONE - Ancora un’estate difficile per la sanità della provincia di Pordenone. Il campanello d'allarme è suonato alla fine dello scorso mese e la situazione sta precipitando giorno dopo giorno, a sentire non solo le organizzazioni sindacali, ma gli stessi utenti. Le attese per visite specialistiche ed esami diagnostici, dopo un lungo periodo in cui stavano segnando un passo positivo con un deciso taglio delle attese, ora stanno riprendendo quota e i tempi si allungano. Non siamo tornati indietro ai tempi più bui, quando si dovevano attendere mediamente una quarantina di giorni per le visite con priorità B (10 giorni massimo di attesa), ma le prime indicazioni di giugno, anche se manca ancora l'ufficialità perché i numeri sono ancora da verificare e il mese non è terminato, dicono che mediamente le attese hanno avuto un’impennata generalizzata di almeno una decina di giorni per le priorità B, e di una ventina per quelle D (30 giorni di attesa per le visite e 60 per gli esami diagnostici). Un problema non da poco perché, dopo gli incentivi economici della Regione e il grande sforzo messo in campo da medici, infermieri e operatori socio-sanitari, fare ora un passo indietro, anche se si affaccia il periodo estivo in cui calano gli esami specialistici, potrebbe significare che il prossimo settembre, senza rinforzi in corsia che ancora non si trovano, si potrebbe vanificare un percorso che era stato intrapreso con successo.
Visite specialistiche ed esami diagnostici, le attese sono lunghe: un’estate difficile per i pazienti
PORDENONE - Ancora un’estate difficile per la sanità della provincia di Pordenone. Il campanello d'allarme è suonato alla fine dello scorso mese e la situazione sta...







