Che cosa sta succedendo davvero fra Usa e Ue sui dazi. L'approfondimento di Liturri
Oggi a Strasburgo sarà una giornata probabilmente decisiva, in ogni caso, per l’esecuzione dell’accordo Ue-Usa sui dazi del luglio 2025.
Il relatore della commissione parlamentare Commercio Internazionale, è infatti fiducioso che sarà la volta buona per concludere il trilogo con Consiglio e Commissione e licenziare il testo da portare in seduta plenaria a metà giugno e finalmente poter votare i due regolamenti essenziali per adempiere agli impegni presi con gli Usa quasi un anno fa in Scozia.
Se così non fosse, Trump è disposto ad attendere fino al 4 luglio e poi colpirà le auto europee con un dazio del 25%.
Quest’ultimo annuncio è stato poco credibilmente raccontato come l’ennesimo «assalto» (titolo del Corriere della Sera del 3 maggio) di Donald Trump alla Ue, alimentando la solita stucchevole e poco veritiera messa in scena di un Trump che si inventa un dazio al giorno. Poi ci sono i fatti, che si fanno largo a fatica, per introdurre i quali proponiamo di partire dalla dichiarazione del Ceo della BMW Oliver Zipse (Financial Times di lunedì 11 maggio): «Abbiamo molto sostegno [nell’amministrazione Usa], ma naturalmente solo se anche la prima parte dell’accordo verrà attuata dall’Unione Europea».













