Il Parlamento europeo si riunirà in plenaria a Strasburgo la prossima settimana, ma saranno due triloghi a catalizzare l'attenzione e a provocare il maggiore scontro tra i gruppi dell'Aula: quello sull'accordo commerciale con gli Stati Uniti e quello sulla direttiva rimpatri.Usa e tariffeIl 19 si terrà il primo, con l'Europa che si trova sotto un ultimatum da parte di Donald Trump. Il presidente statunitense ha detto che se "entro il 250esimo compleanno degli Usa", il 4 luglio, l'Europa non rispetterà l'accordo, "le tariffe schizzeranno immediatamente a livelli ben più elevati" rispetto al 15 per cento previsto dall'intesa. In gioco c'è il patto siglato lo scorso luglio a Turnberry, in Scozia, dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen.Da allora sembra passata un'eternità e le tensioni con Washington sono diventate sempre più forti, a partire dalle minacce di annessione della Groenlandia fino allo scoppio della guerra in Iran, che ha avuto ripercussioni pesanti anche nel Vecchio continente.Dazi del 15%, miliardi di acquisti di Gnl e armi Usa: cosa c'è nell'accordo tra l'Ue e TrumpClausole di salvaguardiaPer questo i deputati stanno insistendo sull'inserimento della cosiddetta clausola "sunrise", che subordinerebbe l'applicazione dell'accordo alla riduzione, da parte degli Stati Uniti, dei dazi sui prodotti in acciaio e alluminio.All'inizio di aprile l'amministrazione Trump ha modificato i dazi su questi prodotti, fissando aliquote comprese tra il 10 e il 50 per cento del loro valore, a seconda del contenuto di metallo. La Commissione europea ha rilevato che quasi la metà delle esportazioni dell'Ue contenenti acciaio e alluminio rischia di essere soggetta a dazi statunitensi più elevati in base al nuovo regime.Un altro punto di contesa è la richiesta dei deputati europei di inserire una clausola "sunset", in base alla quale l'accordo scadrebbe entro due anni. Si tratta di clausole che però non piacciono non solo agli Usa, ma nemmeno al Ppe, che vuole una rapida approvazione del testo."La tutela delle industrie europee rimane fondamentale, in particolare in settori sensibili come quelli dell'acciaio e dell'alluminio. Allo stesso tempo, il meccanismo di sospensione e le misure correlate devono essere concepiti in modo proporzionato. Abbiamo bisogno di soluzioni pragmatiche che rispondano efficacemente alle preoccupazioni delle nostre industrie, evitando al contempo un protezionismo inutile o meccanismi eccessivamente rigidi che potrebbero ritardare l'accordo", ha spiegato Željana Zovko, eurodeputata e portavoce del Ppe per le relazioni commerciali con gli Stati Uniti.Ma gli altri gruppi, non solo quelli del centrosinistra, vogliono la linea più dura. Al capo della delegazione del Parlamento nei negoziati con i governi Ue, il socialista tedesco Bernd Lange, il difficile compito di trovare una mediazione.Più semplice sarà invece trovare un'intesa sul regolamento sui rimpatri, ultimo pilastro del Patto su migrazione e asilo. Il testo è sostenuto dalla cosiddetta maggioranza Venezuela, che vede uniti i popolari, i Conservatori di Fratelli d'Italia, i Patrioti per l'Europa della Lega di Matteo Salvini e anche l'Europa delle nazioni sovrane dell'AfD tedesco e ora di Roberto Vannacci.Perché in Europa sarà più facile espellere i migranti: passa il ‘modello Albania' Il nuovo regolamento permetterà di espellere più facilmente le persone migranti, inviandole anche verso Paesi terzi, anche se non hanno un legame diretto con quelle nazioni. Ciò aprirà la strada ai governi Ue alla possibilità di istituire i cosiddetti centri di rimpatrio, seguendo il modello messo in campo dal premier Giorgia Meloni con il patto con l'Albania.Ecco tutti i temi in discussione in PlenariaInvestimenti esteri, stretta sui settori strategiciMartedì l'Aula vota in via definitiva la riforma del regolamento Ue sul controllo degli investimenti esteri diretti in settori considerati strategici: difesa, semiconduttori, intelligenza artificiale, materie prime critiche e servizi finanziari. L'obiettivo è colmare le lacune del regolamento in vigore dal 2020, che lasciava agli Stati membri la facoltà di effettuare i controlli, senza un obbligo uniforme. Con le nuove norme, la procedura di screening diventa obbligatoria per tutti i Paesi dell'Ue. Nel mirino non ci sono solo gli investimenti provenienti direttamente da Paesi terzi: potranno essere monitorati anche quelli effettuati all'interno dell'Ue, quando l'investitore sia in ultima istanza riconducibile a soggetti o entità extraeuropei.La stretta dell'Ue sugli investimenti stranieri nei settori strategiciAcciaio, nuove misure contro il dumping da sovrapproduzioneIl Parlamento discute lunedì e vota martedì l'aggiornamento delle misure di salvaguardia a protezione dell'industria siderurgica europea dalla sovrapproduzione globale, in particolare quella cinese. Le misure vigenti scadono il 30 giugno e il voto serve a rimpiazzarle.Il nuovo regime prevede contingenti annui di importazione esenti da dazi fino a circa 18,3 milioni di tonnellate: oltre quella soglia scatta un dazio del 50%. Per chiudere una scappatoia frequente, viene introdotto il "principio di fusione e colata": l'origine dell'acciaio sarà determinata dal Paese in cui il metallo è stato inizialmente fuso e colato, non da quello in cui ha subito lavorazioni minori. In questo modo si punta a impedire che produttori extraeuropei aggirino i dazi facendo transitare l'acciaio attraverso Paesi terzi con trasformazioni di facciata.Dazi raddoppiati e quote di libero scambio ridotte: l'Europa protegge il suo acciaioVittime di reatoOgni anno circa 75 milioni di europei, il 15% della popolazione, subisce un reato. Giovedì il Parlamento vota in via definitiva la direttiva aggiornata sui diritti delle vittime.Le nuove norme aggiornano il quadro vigente dal 2012 su informazione, sostegno e protezione delle vittime. Tra le novità principali, l'istituzione di un numero telefonico europeo dedicato, il miglioramento dell'accesso all'assistenza legale e al risarcimento, e la possibilità di denunciare i reati online. Gli Stati membri dovranno inoltre rafforzare il sostegno specializzato alle vittime di violenza sessuale e ai minori. La direttiva punta a rendere più omogenea la tutela in tutta l'Ue, colmando le differenze tra i sistemi nazionali che spesso lasciano le vittime senza un'assistenza adeguata.Medio OrienteMartedì pomeriggio, l'Aula interroga l'Alta rappresentante per la politica estera Ue, Kaja Kallas, sulla gestione delle crisi in Medio Oriente. Sul tavolo ci sono tre dossier: Iran, Israele e Siria.Sul fronte iraniano, l'Ue sostiene la de-escalation e valuta di ampliare il mandato dell'operazione navale Aspides, finora impegnata nel Mar Rosso, per estenderne l'azione alla libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Quanto a Israele, i ministri europei hanno concordato sanzioni contro i coloni coinvolti in violenze contro i palestinesi in Cisgiordania, ma per i deputati non basta. Sulla Siria, invece, l'Ue lavora alla normalizzazione delle relazioni con Damasco e al sostegno alle autorità di transizione nel percorso di riforma e ricostruzione.Ordine europeo al meritoMartedì, nell'emiciclo del Parlamento di Strasburgo, tredici dei primi venti insigniti dell'Ordine europeo al merito riceveranno il riconoscimento dalle mani della presidente Metsola. È la prima onorificenza istituita da un'istituzione dell'Ue, creata l'anno scorso in occasione del 75esimo anniversario della Dichiarazione Schuman per celebrare chi ha contribuito in modo significativo all'integrazione europea, alla democrazia e ai valori fondamentali dell'Unione.Tra i presenti, i nomi di maggior peso: l'ex cancelliera tedesca Angela Merkel e l'ex presidente polacco Lech Wałęsa, entrambi nominati membri insigni, il livello più alto dell'Ordine. Alla cerimonia parteciperanno anche l'ex cancelliere austriaco Wolfgang Schüssel, l'ex presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet, il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, la presidente moldava Maia Sandu e l'ex Alto rappresentante Ue Javier Solana.FertilizzantiLa dipendenza europea dalle importazioni di fertilizzanti è da tempo un punto debole della filiera agricola, e la crisi mediorientale l'ha resa ancora più evidente. Martedì la Commissione presenta all'Aula il suo piano d'azione sul settore, seguito da un dibattito con i deputati.I numeri spiegano l'urgenza: il 30% dei fertilizzanti azotati e il 70% di quelli fosfatici usati nell'Ue arriva dall'estero, mentre la produzione europea dipende in larga misura dal gas naturale. La chiusura dello Stretto di Hormuz ha fatto salire i prezzi di entrambi, mettendo sotto pressione i costi agricoli. Il piano dovrebbe puntare su tre assi: ridurre la dipendenza dalle importazioni, potenziare la produzione interna e incentivare il ricorso a fertilizzanti alternativi, come quelli derivati da rifiuti organici o da processi industriali circolari. La commissione Agricoltura e sviluppo rurale aveva già affrontato il tema ad aprile, segnalando i rischi per il settore. Il dibattito di martedì non prevede l'adozione di una risoluzione.Lavoro di curaIl lavoro di cura è ancora svolto in larga misura dalle donne: secondo l'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere, il 56% delle donne con figli sotto i 12 anni dedica almeno cinque ore al giorno alla cura dei figli, contro il 26% degli uomini. Mercoledì il Parlamento discute e giovedì vota una risoluzione per affrontare questo squilibrio.Il testo, elaborato dalle commissioni Occupazione e Uguaglianza di genere, chiede agli Stati membri di garantire una partecipazione equilibrata di donne e uomini in tutte le forme di assistenza, formale e informale. I deputati dovrebbero inoltre chiedere che chi presta assistenza in modo informale (tipicamente un familiare non retribuito) sia incluso nei sistemi pensionistici e di sicurezza sociale, colmando così una lacuna che penalizza soprattutto le donne in età avanzata. Si chiede anche di lanciare campagne per incoraggiare gli uomini ad assumere una quota equa delle responsabilità di cura.Morti sul lavoroNell'Ue, nel 2023 si sono registrate 3.298 morti bianche e circa 2,8 milioni di infortuni non mortali con almeno quattro giorni di assenza. Numeri che spingono il Parlamento ad agire: mercoledì il dibattito, giovedì il voto su una risoluzione della commissione Occupazione e affari sociali.I deputati chiedono di istituire l'8 agosto come Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro. Ma la risoluzione guarda anche ai rischi emergenti: si chiede alla Commissione di valutare i pericoli per la salute e la sicurezza legati all'intelligenza artificiale e ai sistemi di gestione algoritmica, sempre più diffusi nella gestione dei lavoratori, e quelli climatici, come lo stress termico, gli eventi meteorologici estremi e l'inquinamento atmosferico. I settori più esposti restano edilizia, trasporti, manifatturiero e agricoltura.Mar BalticoGiovedì il Parlamento vota la relazione di iniziativa sul piano pluriennale per il Mar Baltico. Questo mare è in condizioni critiche: gli stock ittici sono crollati a livelli storicamente bassi e le pratiche di pesca attuali restano insostenibili. La relazione chiede di dare priorità alla pesca a basso impatto e di fissare catture totali ammissibili allineate al cosiddetto approccio precauzionale, che impone di restare ben al di sotto dei livelli di rischio per gli ecosistemi prima che i danni diventino irreversibili.Si chiede anche di aggiornare i metodi di consulenza scientifica, adottando una visione che tenga conto dell'intero ecosistema marino anziché dei singoli stock. Sullo sfondo, la frammentazione normativa tra le politiche Ue che incidono sul Baltico, un problema che la relazione sollecita ad affrontare con maggiore coerenza. Secondo i proponenti, interventi ben calibrati potrebbero avviare un percorso di recupero con ricadute positive su sicurezza alimentare, resilienza climatica e stabilità economica della regione.
Il via libera all'accordo sui dazi con Trump e la stretta sui migranti con rimpatri più facili
Il Parlamento europeo si riunisce in Plenaria, ma saranno due triloghi a causare i maggiori scontri. L'Aula approva poi le nuove regole per proteggere l'acciaio e l'Europa dagli investimenti stranieri












