Mentre il cancelliere tedesco Friedrich Merz si prepara per il suo primo incontro ufficiale con Donald Trump giovedì alla Casa Bianca, il presidente americano ha annunciato a sorpresa un raddoppio delle tariffe sull'importazione di acciaio, portandole dal 25% al 50%. La misura, destinata a entrare in vigore il 4 giugno, rischia di far precipitare nuovamente i rapporti commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea. E così le paure del funzionario vicino al commissario europeo Maros Sefcovic prendono forma: qualche giorno fa aveva detto che «la sensazione che tutto possa saltare da un momento all’altro non è mai del tutto svanita». L'Unione Europea ha criticato duramente la mossa di Trump: «Esprimiamo profondo rammarico per l'annunciato aumento delle tariffe Usa sulle importazioni di acciaio dal 25% al 50%», ha dichiarato un portavoce dell'Ue in una nota. «Questa decisione aggiunge ulteriore incertezza all'economia globale e aumenta i costi per consumatori e imprese su entrambe le sponde dell'Atlantico».

I NEGOZIATI Sabato, l'Ue ha inoltre avvertito che la decisione americana «mina» gli sforzi per raggiungere una «soluzione negoziata» nella guerra commerciale in corso. Bruxelles ha chiarito che l'Unione Europea è «pronta a imporre contromisure, anche in risposta all'ultimo aumento tariffario degli Stati Uniti». Il 14 aprile scorso, l'Ue aveva sospeso le proprie misure ritorsive contro Washington «per concedere tempo e spazio» ai negoziati. Ma ora, avverte Bruxelles, «la Commissione Europea sta finalizzando le consultazioni sulle misure compensative. Se non si raggiungerà una soluzione condivisa, sia le misure esistenti che quelle aggiuntive entreranno automaticamente in vigore il 14 luglio - o prima, se le circostanze lo richiederanno». L'annuncio di Trump è arrivato venerdì durante un comizio presso lo stabilimento di U.S. Steel a Pittsburgh in Pennsylvania, uno stato in bilico nel quale Trump deve continuare a mantenere il piccolo vantaggio che ha avuto nelle elezioni presidenziali contro Kamala Harris. Trump è anche tornato a parlare di un accordo con la giapponese Nippon Steel, sebbene abbia precisato che l'intesa non è ancora definitiva e non ci siano né i dettagli né una linea comune all’interno dell’amministrazione sul possibile «deal». Da quando è iniziato il suo secondo mandato, la questione dei dazi ha portato Trump su un terreno di scontro con l'ordine economico multilaterale. Negli ultimi mesi, Trump ha oscillato tra aperture e chiusure: prima, il 2 aprile, ha imposto dazi molto punitivi contro tutti gli Stati del mondo, poi ha cambiato idea sospendendoli, dopo che le borse mondiali e il mercato obbligazionario americano erano entrati in crisi. Ora l’amministrazione ha iniziato uno scontro con la magistratura, dopo che un tribunale federale ha imposto lo stop ai dazi universali voluti da Trump.L’ESCALATION In questo momento la causa è in Appello e il 4 giugno è prevista la prima udienza. E in quest’ottica l'incontro di giovedì tra Trump e Merz si preannuncia decisivo. Il cancelliere tedesco, in carica da poche settimane, punta a consolidare i legami transatlantici, in un momento in cui le tensioni commerciali rischiano di minare la cooperazione internazionale su dossier strategici come la guerra in Ucraina o la crisi in Medio Oriente. Con un'economia globale già fragile, le nuove tariffe e le possibili contromisure europee rappresentano un'escalation pericolosa. L’incontro con Merz, che è stato negoziato per settimane con la Casa Bianca, prevede un pranzo di lavoro e una conferenza stampa congiunta: la discussione toccherà temi molto delicati come la questione ucraina e la crisi in Medio Oriente, punti sui quali i due alleati hanno visioni diverse. Ma di sicuro Merz proverà anche a parlare di tariffe e di partnership commerciali. Tuttavia, da Berlino arrivano anche segni di tensione: si teme infatti che Trump possa riservare a Merz lo stesso trattamento dato al presidente ucraino Volodymyr Zelensky e a quello sudafricano Cyril Ramaphosa.