Alta tensione tra Washington e Bruxelles dopo che Donald Trump ha annunciato nuovi e più pesanti dazi su acciaio ed alluminio, portandoli dal 25 al 50%. “Dal punto di vista dell’Ue, ci rammarichiamo profondamente dell’annunciato aumento dei dazi sull’acciaio. Riteniamo che questa decisione aggiunga ulteriore incertezza all’economia globale e aumenti i costi per consumatori e imprese, su entrambe le sponde dell’Atlantico. E compromette i nostri sforzi per raggiungere una soluzione negoziata con gli Usa”, ha affermato stamane il portavoce della Commissione Ue Olof Gill.

Il portavoce ha poi aggiunto che attualmente negoziatori tecnici Ue “sono viaggio verso Washington e il Commissario per il Commercio Sefcovic incontrerà la sua controparte statunitense Jamieson Greer a Parigi mercoledì“. Gill ha spiegato che “A seguito della telefonata tra von der Leyen e Trump, entrambe le parti hanno concordato di accelerare il ritmo dei colloqui.

Gli Stati Uniti importano, ogni anno, circa il 17% dell’acciaio che consumano, pari a 25-30 milioni di tonnellate, principalmente da Messico e Canada, in minor misura dall’Unione europea. Secondo alcune simulazioni, dazi al 50% toglierebbero all’import circa 15 milioni di tonnellate. Questo ammanco, potrebbe essere in parte compensato in tempi relativamente brevi da un incremento della produzione interna. Secondo l’American Iron and Steel Institute, le acciaierie statunitensi operano al momento con un tasso di utilizzo della capacità produttiva del 77,6%.