TrasportiIeri l’incontro con il ministro Urso: la privatizzazione dello scalo entra nella fase cruciale. Mundys ha già dimostrato interesse. Tra i nomi legati al dossier: F2i, Adq, Aenadi Nino Amadore19 maggio 2026L’appuntamento è quello delle grandi occasioni. All’aeroporto di Catania arriva il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso; ci sono il sindaco Enrico Trantino, il commissario della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia Antonio Belcuore e il management della Sac, con la presidente Anna Quattrone e l’amministratore delegato Nico Torrisi. La scena è istituzionale, ma dice due cose concrete: la privatizzazione della società che gestisce Fontanarossa e Comiso è entrata nella fase cruciale e il Governo “benedice” l’operazione, auspicando che il riassetto possa riguardare anche il fronte occidentale, con Palermo e Trapani.La notizia, ovviamente, è soprattutto la carica dei grandi player nazionali e internazionali. Sul mercato andrà almeno il 51% della Sac. Il capitale sociale è di 31,334 milioni, diviso in 31.334 azioni: la quota minima corrisponde ad almeno 15.981 azioni, anche se il pacchetto effettivo sarà definito da una successiva assemblea dei soci prima delle offerte vincolanti. Secondo le valutazioni circolate negli ultimi mesi, l’intera società potrebbe valere tra 500 e 600 milioni: il 51%, in termini teorici, si collocherebbe tra 255 e 306 milioni.I nomi in movimento spiegano il peso del dossier. Mundys, ex Atlantia, ha dichiarato pubblicamente l’interesse per Catania e resta tra i soggetti più osservati. Sul fronte italiano va seguito F2i attraverso 2i Aeroporti, rafforzata dalla recente operazione con Cdp Equity: secondo quanto emerso nei giorni scorsi, Catania è tra i dossier guardati con attenzione. Poi c’è il fronte internazionale con la carica dei grandi operatori: fondi infrastrutturali, capitali sovrani, gestori aeroportuali puri. Avrebbe guardato al dossier Adq, fondo sovrano di Abu Dhabi, interessato a un asset aeroportuale con forte proiezione mediterranea. Sempre secondo ricostruzioni di mercato, tra i gruppi che potrebbero valutare la partita ci sono Aena, grande gestore aeroportuale spagnolo, Ferrovial, Vinci Airports, Groupe Adp-Aéroports de Paris, Corporación América, già presente in Italia attraverso il sistema Firenze-Pisa, Save-Ardian-Finint, oltre a nomi più laterali come Fraport e Royal Schiphol Group.La procedura è chiara: manifestazioni di interesse entro il 3 giugno 2026, verifica dei requisiti, accesso alla documentazione per gli ammessi, offerta preliminare con piano industriale e poi offerte vincolanti. Alla fase finale potranno arrivare al massimo cinque concorrenti, con un punteggio minimo di 80 su 100.Per Quattrone e Torrisi, la privatizzazione non è una semplice vendita di quote. «Non è solo uno step tecnico, ma un’opportunità strategica per consolidare il percorso di crescita di Sac, rafforzare la qualità dei servizi e attrarre competenze e investimenti in grado di accompagnare lo sviluppo degli scali». L’obiettivo è «costruire un sistema aeroportuale ancora più competitivo, moderno e integrato, capace di generare valore per il territorio, sostenere l’economia locale e rispondere alle esigenze di cittadini, imprese e viaggiatori».