Il percorso di privatizzazione di SAC, la società di gestione dell'aeroporto di Catania e di quello di Comiso, è a uno snodo cruciale. Nelle scorse settimane è stato pubblicato il bando per la manifestazione di interesse e il 3 giugno si saprà l'esito. E le previsioni parlano già di grandi player internazionali interessati a gestire un traffico che nel 2025 ha superato i 12,5 milioni di passeggeri. Tanto che questa mattina ad affrontare il tema è stato a Fontanarossa il governo, nella persona del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Che ha parlato di un futuro da «hub del Mediterraneo» per Fontanarossa. Un ruolo che sarebbe favorito anche dall'attuale situazione in Medio Oriente. «Ho sostenuto fin dall’inizio questo percorso di privatizzazione, nella convinzione che possa segnare una svolta per il futuro della Sicilia, ancor più alla luce dell’attuale scenario geopolitico che restituisce piena centralità all’Isola nelle grandi direttrici del traffico aereo intercontinentale. Sono certo che vi parteciperanno i grandi player internazionali con piani di investimento di tale ampiezza da rappresentare essi stessi un forte impulso alla crescita. È il momento giusto per compiere questa scelta: non dobbiamo perdere il treno della storia», le parole di Urso, pronunciate dopo una riunione di oltre un'ora con il sindaco della Città metropolitana di Catania, Enrico Trantino, il Commissario Straordinario della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, Antonio Belcuore, la Presidente di SAC, Anna Quattrone, e l’Amministratore Delegato di SAC, Nico Torrisi. Gli aeroporti di Catania e Comiso - ha proseguito Urso - rappresentano il più importante asset strategico per lo sviluppo dell’Isola, volano di crescita per il sistema produttivo. Hanno tutte le condizioni per fare della Sicilia una piattaforma internazionale nel Mediterraneo, al servizio del turismo, dell’industria e delle produzioni agricole di eccellenza, con grandi potenzialità anche logistiche.