HomeSienaCronacaAssolti i due atleti accusati di stupro, il pianto della schermitrice: “Ho lottato per la giustizia, sono orgogliosa di me”La giovane, singhiozzando: “Non mi fermerò mai, ci metto la faccia per tutte”. La madre: “Decisione devastante”. ’Differenza donna’: “Mobilitati contro Ddl Bongiorno”Fernanda Herrera con la madreRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciSiena, 19 maggio 2026 – Fernanda Herrera ci mette la faccia. E’ maggiorenne, ormai. Soprattutto in questi (quasi) tre anni necessari per arrivare alla sentenza di primo grado su quanto lei aveva denunciato, un presunto stupro di gruppo, ha sofferto. Pianto. Si è disperata. “La scherma, lo sport, è stato importante”, sussurra dopo il pianto a dirotto in aula e, subito dopo, all’esterno del tribunale. Dove ha ribadito: “Continuerò a lottare per la giustizia, non mi fermo”.

La madre: “Una decisione devastante”

“Una decisione devastante per noi – le parole di sua madre che al terzo piano del tribunale, durante l’udienza a porte chiuse, l’ha stretta più volte a sè – ; impossibile descrivere il dolore e il senso di impotenza che proviamo dopo tutto ciò che Fernanda ha dovuto vivere durante questo processo. Era minorenne quando è successo tutto questo. E oggi (ieri, ndr), dopo quasi 3 anni siamo ancora qui ad affrontare un fantasma che non ci ha mai permesso di andare avanti completamente. Ma credo anche che emerga una realtà molto chiara, quanto sia difficile per molte donne ottenere giustizia anche quando trovano il coraggio di denunciare e vivere il dolore, ancora e ancora davanti ad avvocati, psicologi, giudici e media. E di sostenere per mesi un processo emotivamente estenuante. Sinceramente spero che un giorno riusciremo a comprendere, come società,. l’enorme danno provocato da un mondo in cui troppo spesso la protezione continua a stare dalla parte degli uomini e non delle vittime”. Parole amare. Dolore punto anche quello della madre della campionessa che rilancia: “Niente di questa decisione (del giudice, ndr) cambia il coraggio di Fernanda, né cambia ciò che questo processo ha provocato nella nostra vita. Siamo orgogliosi di lei perché anche davanti alla paura, alla pressione, all’esaurimento emotivo, ha deciso di non restare in silenzio”.