Negli ultimi vent’anni internet ha attraversato almeno due grandi fasi. La prima è quella dei motori di ricerca, con Google in Occidente e Baidu in Cina. La seconda è quella dominata dalle piattaforme e dalle app, dagli ecosistemi chiusi progettati per trattenerci il più possibile al loro interno: Instagram, TikTok, Amazon, ma anche WeChat, Uber, Taobao. Il capitalismo digitale si è costruito attorno a due gesti principali, click e scroll, con una logica semplice: più tempo passi dentro una piattaforma, più dati produci, più pubblicità puoi vedere, più denaro genera l’ecosistema. Ora si intravede già la fase successiva e non è chiaro quando il mondo di internet vi approderà, ma il momento potrebbe essere molto vicino, almeno secondo le grandi aziende cinesi.

È in arrivo l’era degli agenti di intelligenza artificiale, cioè gli assistenti intelligenti capaci non solo di rispondere a domande ma anche di eseguire azioni al posto degli utenti. La grande trasformazione rispetto a questi primi anni di intelligenza generale generativa è che i software stanno imparando a uscire dallo schermo. L’abitudine a considerare i sistemi di intelligenza artificiale come chatbot o strumenti simili li riduceva a piccole finestre sul pc o applicazioni sullo smartphone. In realtà il loro range di azione è molto più ampio. I nuovi software sono in grado di prenotare ristoranti, fare acquisti, organizzare viaggi, pagare bollette, compilare moduli, interagire con altre applicazioni e prendere decisioni autonome dentro l’ecosistema digitale.