Mariia Markovetska
«Le indicazioni erano precise e chiare: quel giorno nessuno dei bambini doveva non solo entrare ma persino avvicinarsi all'acqua». Lo ha detto Camilla Rizzardi, 38enne di Vittorio Veneto, la coordinatrice del Grest dell'istituto San Giuseppe quando, il 28 luglio del 2022, Mariia Markovetska, una bambina ucraina di sette anni, annegò tragicamente nel lago di Revine. La Rizzardi, che dall'agosto del 2025 non lavora più presso la scuola primaria e secondaria di Vittorio Veneto e che aveva organizzato l'uscita come ultima attività in esterna nell'ambito delle attività estive, ha deposto oggi 18 maggio nel processo in cui lei (difesa dagli avvocati Anna Tomasi ed Esmeralda Di Risio), Simonetta Da Roch, 56enne, responsabile vicario dell’uscita al lago (difesa dagli avvocati Stefano Pietrobon e Fabio Collodet), Martina Paier, 23enne animatrice del Grest (difesa dall’avvocato Stefano Arrigo) e Marina Baro, conosciuta come suor Maddalena e responsabile delle attività estive del Grest, sono imputate a vario titolo di omicidio colposo, omesso controllo e violazione delle norme sulla sicurezza.La donna, che si era occupata anche dei colloqui formativi dei ragazzi che sarebbero stati scelti in un secondo momento per svolgere il ruolo di animatori, ha ricordato di aver svolto, nei giorni precedenti, una sorta di sopralluogo a Revine, destinazione scelta per le caratteristiche del lago, circondato da un anello per i pedoni adatto per una passeggiata e che in vicinanza ha un campo sportivo che offre un ampio spazio verde per le attività di gioco. «Volevamo ripetere – ha detto la 38enne – una precedente uscita al santuario di Santa Augusta, sempre a Vittorio Veneto, in cui i bambini si erano divertiti molto anche per aver giocato con l'acqua contenuta nelle borracce e nelle bottigliette di plastica. Quindi si era pensato a dei "giochi d'acqua", con dei secchielli o per chi le aveva anche delle pistolette, che però non presupponessero il bagno nel lago e neppure dell'utilizzo della sua acqua, che non avevamo ritenuto opportuno per questioni di igiene. Si era quindi immaginato di fare alcune attività nel campo sportivo che sta lì vicino. Io lo avevo detto in più occasioni: non si doveva entrare nel lago. Lo avevo sottolineato quando l'uscita è stata programmata. E successivamente anche a Simonetta Da Roch il giorno stesso, in cui aveva chiesto un permesso per lasciare Revine intorno all'una perché dovevo vedermi con mia sorella che abita in Inghilterra. Simonetta mi aveva raggiunto per salutarmi e io le ho ripetuto quelle indicazioni. Quello che è successo dopo e il suo perché non me lo spiego». Prima della Rizzardi ha deposto un animatore che sarebbe stato in acqua quando Mariia è scomparsa. Ma la sua deposizione è stata una lista infinita di «non so» e «non ricordo» che la rende pressoché inutile ai fini della formazione della prova.Le indagini, confermate anche dall’autopsia sul corpo della bambina, avevano stabilito che la causa della morte di Mariia fu l’annegamento: la bambina sarebbe scivolata in un punto del lago per lei troppo profondo mentre faceva il bagno con gli altri senza essere minimamente notata. L’esame autoptico non ha escluso del tutto un possibile malore ma la piccola, secondo quanto riferito dal nonno, era in buone condizioni di salute ma non sapeva nuotare.Questo è uno degli aspetti contestati dalla Procura: secondo l’accusa, Rizzardi, la Da Roch e suor Maddalena – che già in sede di udienza preliminare avevano dichiarato di non essere state informate dell’intenzione di far entrare in acqua i bambini – non avrebbero predisposto alcun servizio di soccorso balneare né adottato le minime misure di sicurezza, come verificare preventivamente le capacità natatorie dei piccoli o dotare i gruppi di salvagenti e dispositivi di emergenza. La Paier, che era responsabile del gruppo a cui apparteneva la bambina ucraina, non avrebbe prestato attenzione e si sarebbe lasciata "sfuggire" Mariia, che era stata inghiottita dalle acque in un punto del lago in cui non toccava il fondo con i piedi. Si torna in aula il prossimo 8 ottobre.








