Attraverso le assicurazioni la piscina Aquaneva di Inzago, la parrocchia di Caravaggio e la Diocesi di Cremona hanno risarcito la famiglia della bambina di 11 anni che nel giugno 2024, durante una gita organizzata dall'oratorio, si sentì male mentre nuotava nel parco acquatico e morì poco dopo all'ospedale di Bergamo. Oggi, quattro persone rischiano il processo per concorso in omicidio colposo: il parroco di Caravaggio Andrea Piana, il legale rappresentante della società Tvr Srl che gestisce la struttura, il responsabile della sicurezza e una dipendente.
Dopo aver accettato il risarcimento, i genitori della bambina hanno ritirato la costituzione come parte civile, rimanendo parte offesa. "È stata offerta una cifra importante che abbiamo accettato perché la volontà dei genitori è quella di guardare avanti, consapevoli che nessuna somma potrà restituire loro la figlia", ha commentato l'avvocato Francesco Giuseppe Vivone, legale dei genitori.
Inoltre, la gup Cristian Mariani ieri, giovedì 14 maggio, ha accolto la costituzione come parte civile dell'associazione Salvagente Italia che si occupa di primo soccorso pediatrico, organizzando corsi e iniziative per sensibilizzare sulla sicurezza in acqua.






