REVINE LAGO (TREVISO) - Risarciti i familiari di Mariia Markovetska, la bambina ucraina di 7 anni annegata nel corso di un’escursione programmata al lago di Revine il 28 luglio 2023. Le assicurazioni Generali, che hanno nel frattempo inglobato la compagnia La Cattolica (con cui l’istituto San Giuseppe di Vittorio Veneto aveva stipulato la polizza, ndr) ha riconosciuto ai genitori, ai nonni, alla sorella e a uno zio una somma complessiva di quasi 1,3 milioni di euro a titolo di risarcimento danni. Un passaggio atteso vista la non costituzione di parte civile a processo da parte dei parenti della piccola vittima.
Il processo Sotto accusa per la morte di Mariia Markovetska ci sono quattro persone: si tratta di Martina Paier (difesa dall'avvocato Stefano Arrigo), 23enne animatrice che avrebbe dovuto vigilare, al momento del bagno, sul gruppo del quale faceva parte Mariia, di Simonetta Da Ronch, 56enne responsabile vicario dell'uscita al lago (difesa dagli avvocati Stefano Pietrobon e Fabio Collodet), di Camilla Rizzardi, 37enne coordinatrice del Grest dell'istituto San Giuseppe di Vittorio Veneto (difesa dagli avvocati Anna Tomasi ed Esmeralda Di Risio) e la religiosa Marina Baro, conosciuta come suor Maddalena, responsabile delle attività estive del Grest.Inizialmente era stata iscritta nel registro delle notizie di reato anche Tiffany De Martin, una delle animatrici del Grest dell’istituto San Giuseppe di Vittorio Veneto, che nel corso della scorsa udienza aveva affermato che le animatrici «non avevano ricevuto alcuna formazione specifica, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza dei bambini in acqua». Secondo De Martin, i bimbi avrebbero dovuto svolgere dei giochi d’acqua, con gavettoni e pistole, ma soltanto a riva. E quindi non mettendo piede nel lago pur avendo i costumi. Chi avrebbe dato il via libera per fare il bagno? Simonetta Da Ronch, stando alle parole della De Martin: «Io però non l’ho sentita dirlo direttamente» ha affermato l’animatrice. E perché non c’era la coordinatrice del Grest, ovvero Camilla Rizzardi? Aveva un impegno personale nel pomeriggio. Le attività erano state coordinate da lei, con tutte le autorizzazioni del caso da parte dei genitori e dell’istituto, e non era previsto alcun ingresso in acqua. La vicenda La piccola Mariia, scappata dall'Ucraina e dalla guerra con la famiglia, quel 28 luglio di tre anni fa stava giocando a pochi metri dalla riva insieme agli altri bambini quando sono entrati a giocare nel lago. Tutti sono usciti dall’acqua, Mariia invece no. Il corpicino della bambina era stato ritrovato per caso da una coppia di turisti belgi, circa 50 minuti dopo che gli animatori avevano lanciato l’allarme. E ogni tentativo di rianimarla era risultato purtroppo vano.






