“Quest'anno non mi è piaciuto, non sono mai stato ascoltato e non sono felice. Vediamo”. “Ho imparato che tutti sono utili ma nessuno indispensabile”. Queste le frasi rispettivamente di Maurizio Sarri e Claudio Lotito nel post derby e che lasciano presagire un nuovo addio fra i due, dopo quello del 2024, nell’aria già da diversi mesi. Idee contrastanti sul mercato e non solo, e le strade destinate a dividersi nonostante un contratto in essere. Le parole di Sarri “Avevo detto facciamo questa partita e vediamo cosa mi dice la società, per ora nessuno mi ha detto nulla. Quest'anno non mi è piaciuto, non sono mai stato ascoltato e non sono felice. Vediamo" - e ancora -“a livello di ambiente, rimarrei. A livello societario... forse se i piani non collimano è meglio separarsi. Di piani io non ne ho sentiti". Il post derby di Sarri più che sulla partita si incentra sul suo futuro. Il Comandante molto legato alla tifoseria (e viceversa, ndr) sembra intenzionato a lasciare la nave dopo averla traghettata in una stagione molto più turbolenta del previsto. Fra Sarri e la dirigenza ci sono stati diversi contrasti a partire dal mercato. Dalla cessione di Mandas al caso più eclatante quello di Ratkov, il centravanti comprato dalla società per sostituire Castellanos e che ha giocato soltanto 228’, alla gestione con la tifoseria. “Penso che la società debba intraprendere delle iniziative per riportarli allo stadio, perché per noi sono importanti. Non so quali, non ho mai fatto il dirigente, loro hanno le idee molto più chiare di me, la storia va avanti da tempo” - disse il tecnico lo scorso marzo. In cui disse anche “Sono rimasto per il popolo laziale. E ora non lo so neanche io perché sono rimasto. Qualcosa va fatto non certo da me: non so nemmeno io perché sono ancora qui”. La posizione di Lotito Intanto post derby e post Internazionali BNL d’Italia, il presidente Lotito ha parlato della situazione legata al futuro della Lazio ovviamente citando anche Maurizio Sarri. “Quando abbiamo acquisito Sarri l'abbiamo fatto con un contratto triennale e con l'idea che saremo ripartiti da una squadra con la logica di ringiovanimento. Ho imparato che tutti sono utili ma nessuno indispensabile, sopratutto i giocatori se si vuole avere una società solida” - ha detto il numero uno laziale che poi ha aggiunto e sottolineato: “Io sono 22 anni che ancora resisto, al contrario del calcio italiano e degli attacchi. Io sono convinto che il mio lavoro e la voglia di rendere la Lazio indipendente avrà i suoi frutti perchè oggi molte squadre dipendono dagli investitori mentre alla Lazio questo problema non c'è. Siamo ottavi e c'è la possibilità di ripartire, anche perchè sotto la presidenza abbiamo vinto sei trofei”. Parole nette che fanno intendere che anche senza Sarri la Lazio potrà andare avanti. Il futuro Le possibilità di vedere Sarri sulla panchina della Lazio nella prossima stagione sono pressoché minime. L’ipotesi che prende piede è quella di una risoluzione del contratto. Per il secondo post Sarri, Lotito sta pensando a diversi nomi. In cima alla lista c’è Palladino che dirà addio all’Atalanta (ma ambito anche da altre realtà). Un nome caldo e già in passato accostato ai biancocelesti è quello di Gennaro Gattuso voglioso di rilancio dopo la delusione con la Nazionale. In ottica biancoceleste anche i nomi di Pisacane (Cagliari) e Runjaic (Udinese). Per costi difficile immaginare grandissimi nomi come quello di un ritorno romantico a Roma di Conceicao. Prima però ci sarà la stagione da chiudere ufficialmente all’Olimpico contro il Pisa poi l’ultimo confronto fra Sarri e Lotito. Il tecnico proverà a strappare garanzie e potere sul mercato, se così non sarà è pronto a salutare ancora una volta Formello.