Giorgia Meloni (Foto LaPresse)

Erano tutti convinti che Giovanni Malagò avrebbe detto di sì subito dopo la fine delle Olimpiadi invernali di Milano e Cortina, a marzo. Ma nel centrodestra l'arrivo della primavera ha combaciato con il sorgere di una consapevolezza: bisogna trovare un altro candidato a sindaco di Roma, e anche in fretta. Malagò scombina i piani di FdIL'ex numero uno del Coni ha cambiato i suoi piani, per “colpa” della Nazionale di Rino Gattuso che ha fallito la qualificazione ai Mondiali di questa estate, scatenando il terremoto in Federcalcio. Malagò è candidato ufficialmente alla presidenza, con atto depositato il 14 maggio. Addio campagna elettorale per il Campidoglio con l'appoggio del centrodestra, all'orizzonte c'è il calcio italiano. Il candidato del centrodestra per RomaE così, suo malgrado, in Fratelli d'Italia si sono dovuti rimettere a caccia. Certo, il candidato civico non faceva impazzire proprio tutti, data l'esperienza negativa dell'avvocato Enrico Michetti nel 2021. Ma la figura di Malagò era vista di buon occhio da Forza Italia e in generale considerata sufficientemente forte e rassicurante agli occhi di tanti elettori indecisi, per impensierire seriamente l'uscente Roberto Gualtieri. Il centrodestra verso Roma 2027: chi sarà il candidato anti-Gualtieri?La strada è già in salitaA oggi, 18 maggio, il centrodestra è quindi già ufficialmente in ritardo. Si vota tra un anno, c'è di mezzo l'estate con praticamente due mesi pieni non considerabili per la campagna elettorale. E dall'altra parte Gualtieri ha già lanciato una raccolta fondi all'americana, assoldando il “guru” delle campagne elettorali, con tanto di piattaforma digitale per arruolare e gestire i volontari in tutta la città. Insomma, la strada sembra già in salita. La premier Giorgia Meloni però avrebbe alzato il telefono e dato “la sveglia”. La riunione dei melonianiEntro fine mese, a quanto trapela, ci sarà infatti una riunione del partito, voluta proprio dal nazionale. Bisogna trovare una quadra. Nell'autunno 2025 a RomaToday i vertici romani di Fratelli d'Italia sottolineavano l'importanza di trovare un nome “entro marzo 2026”, la giusta tempistica per preparare una campagna elettorale degna di questo nome “per non commettere gli stessi errori del 2021”. Non sarà così. E gli alleati di coalizione se ne sono accorti e spingono perché si arrivi a una quadra. Possibilmente corale. Il pressing di Lega e Noi ModeratiNelle ultime settimane il pressing è arrivato da Noi Moderati, il partito di Maurizio Lupi, che ha nel consigliere capitolino Marco Di Stefano il coordinatore regionale. Chiedono l'apertura di un confronto sulla scelta del candidato “altrimenti saremo fuori”. Lo fanno perché la paura di essere trattati come “sparring partner” è tanta, visto che già accade in consiglio regionale dove FdI fa e disfa, e quando deve accontentare qualcuno lo fa tendenzialmente con Forza Italia, partito che ha allargato molto la sua influenza nel giro di nemmeno due anni. La Lega già a gennaio ha fatto la sua mossa: candidare il 70enne ex eurodeputato Antonio Maria Rinaldi. Non è un nome che verrà minimamente preso in considerazione dalla coalizione, ma è servito al partito di Matteo Salvini per mettere pressione e far capire che qualsiasi scelta dovrà passare anche per la la loro approvazione. Santori: “No candidati dell'ultimo minuto”E poi, proprio nelle ultime ore, Fabrizio Santori ha deciso di lanciare un appello a tutto il centrodestra: “Le grandi città, in primis Roma, hanno bisogno subito di nomi forti, autorevoli e riconoscibili per aprire un percorso vero e vincente. Non possiamo assistere ancora una volta al solito schema dei candidati tirati fuori negli ultimissimi mesi utili” ha tuonato il capogruppo leghista in Campidoglio, politico di lunghissima esperienza e tanti voti nella Capitale. L'attesa attiva di Forza ItaliaForza Italia al momento attende. La coordinatrice romana e assessora regionale Luisa Regimenti non si sbilancia, non preme. Ma tesse la tela e si fa vedere sui territori. Nel fine settimana tra il 7 e il 9 maggio il partito di Antonio Tajani ha organizzato gazebo in tutti i municipi, precisamente “in 18 piazze e strade della Capitale, dal centro alla periferia”. Lo scopo? “Chiedere ai romani di segnalarci le principali criticità e scrivere insieme a noi il programma per la sicurezza in vista delle elezioni per il Campidoglio”. E' stato il secondo giro nei territori da parte dei forzisti, dopo quello di febbraio svolto in occasione del congresso nazionale. Rampelli a disposizioneUna cosa è certa: dopo la “delusione” di Malagò, da Fratelli d'Italia spingono per una candidatura politica. Basta civici, basta figure tecniche per strizzare l'occhio a tutti. Uno che ha dato la sua disponibilità è il vicepresidente della Camera e tra i fondatori del partito, Fabio Rampelli. “La politica, almeno per come io l'ho interpretata da quando ero ragazzo, è innanzitutto disponibilità verso gli altri e quindi per quanto io stia bene dove sto, se qualcuno mi dovesse chiedere di scendere in campo non sarei in condizione sicuramente di dire no” ha detto ai microfoni di Radio Roma Sound. Non dispiacerebbe a molti, ma sarebbe un problema con Forza Italia: troppo “estremo”, troppo identitario. Insomma, troppo divisivo. Il “jolly” al femminileOra vedremo cosa uscirà dalla riunione di partito di fine maggio. Un nome poco digeribile per gli alleati, ancor più non condiviso, allungherebbe ulteriormente i tempi. Soprattutto, rischierebbe seriamente di far perdere qualche pezzo. E allora, chissà, un nome che potrebbe mettere d'accordo nuovamente tutti potrebbe uscire: la vicepresidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli. Esperta, politica, donna. Il tempo stringe.