L'eterno candidato ci riprova. Come ormai avviene da circa 15 anni, ogni volta che si avvicina il momento delle elezioni a sindaco di Roma, Fabio Rampelli, uomo forte della destra capitolina, attuale vice presidente della Camera e capo corrente di Fdi fin dall'atto della nascita del partito, nel 2012, è pronto a scendere in campo per provare a conquistare il Campidoglio.

Ma come sempre, anche per il voto del 2027, bisognerà vedere se il gran capo, Giorgia Meloni in persona, sua allieva prediletta ai tempi della sezione Msi di Colle Oppio, gli assegnerà la maglia da candidato del centrodestra.

Questa volta è stato lo stesso Rampelli a farsi avanti, intervenendo a Radio Roma sound. «Faccio il vicepresidente della Camera - sono state le sue parole - sto bene dove sono ma la politica è disponibilità verso gli altri e quindi se qualcuno mi dovesse chiedere di scendere in campo non sarei in condizione di dire no».

È il sogno di una vita per Rampelli. Un desiderio più volte reso pubblico in passato ma sempre infranto dalle decisioni di Meloni. Talmente forte che il vicepresidente della Camera non si risparmia mai quando c'è da commentare qualcosa su Roma. E qualche cartuccia Rampelli l'ha già sparata, non sia mai che la premier alla fine ci caschi davvero. È il caso dell'allargamento della Galleria Borghese, un caso che lo ha portato a chiedere le dimissioni della direttrice Francesca Cappelletti, per aver trattato la villa come «il giardino di casa sua». Mesi fa si era invece scagliato contro il taglio dei cipressi del mausoleo di Augusto, anche se in realtà la ripiantumazione era già prevista.