Un cassonetto di Ecologia Oggi
Era uno scenario già noto all'orizzonte, ma ora c'è anche il via libera ufficiale. La giunta comunale ha adottato una delibera di presa d'atto della necessità di riperimetrare le zone della raccolta dei rifiuti.Nella scia finale dell'amministrazione, sarà adeguato il piano operativo di un servizio che ha mostrato molte inefficienze. In parole più semplici e al di là dei fenomeni di inciviltà e reati di abbandono dei rifiuti, il piano non funziona e occorre un adeguamento per migliorarne l'efficienza. Osservati speciali e infine, se non bocciati, rimandati a tempi migliori sono i cassonetti stradali. Le attrezzature che esulano dal porta a porta come cassonetti anche ingegnerizzati e mini isole ecologiche (presenti nella zona B mista e in via esclusiva nella zona C) non hanno prodotto in questi mesi la performance attesa, anzi il servizio in questi contesti è peggiorato. Per questo l'amministrazione ha deciso di ampliare l'estensione della zona A, caratterizzata dal solo porta a porta, accogliendo un'opzione già emersa per risolvere il problema. Le zone di raccolta, le criticità e la riperimetrazione proposta dal gestore che costa troppo alle casse comunaliLa società Ecologia Oggi ha un affidamento quadriennale dei servizi di igiene urbana in ambito comunale, svolti ininterrottamente da aprile 2024. Il contratto di appalto firmato il 26 giugno 2024 per un importo di 92.584.128 euro prevede un periodo di start up per testare il piano proposto dall'operatore e avviare in modo graduale il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti, anche rispettando le previsioni di gara e le variazioni introdotte con l'acquisto delle nuove attrezzature tecnologiche da parte dell'amministrazione comunale.Nell'idea progettuale del bando di gara, il territorio comunale è diviso in tre aree contigue, ciascuna caratterizzata da un differente sistema di raccolta. Nella zona A si effettua il solo porta a porta per tutte le tipologie di rifiuti; nella zona B c'è un sistema misto (pap per frazione indifferenziata e frazione organica, stradale per le rimanenti frazioni); nella zona C la raccolta è stradale per ogni tipo di rifiuti.Concluso lo start up, l'andamento del servizio ha mostrato carenze riconducibili proprio alla raccolta stradale. Cittadini, associazioni ambientaliste e comitati di quartiere hanno segnalato la necessità di aumentare il porta a porta, ormai entrato nelle abitudini dei reggini. In particolare, si è riscontrato che la conformazione territoriale e viaria della zona B non consente la distribuzione e movimentazione di cassonetti e attrezzature stradali, laddove previsti; e che nei punti in cui sono già stati introdotti, il servizio è peggiorato nella qualità dei materiali raccolti (soprattutto per la frazione multimateriale). Il gestore ha evidenziato inoltre l'abbandono dei rifiuti o il loro spostamento nelle strade adiacenti causando lavoro di smaltimento straordinario. La zona B presenta criticità perché vi rientra un’ampia porzione del territorio, altamente popolata e con numerose attività commerciali. Durante incontri tra Ecologia Oggi, rup, dirigente del settore e assessore all’ambiente si è valutata la possibilità di estendere la zona A dalla fascia costiera fino all’asse autostradale e comprendendo anche una parte di Pellaro. Il gestore ha quindi formulato una proposta tecnico-economica di riperimetrazione del territorio per ampliare la zona A, a fronte, però, di un maggiore costo annuo dovuto al nuovo impegno di personale e mezzi: la spesa del Comune sarebbe così salita a 759.129,97 euro, corrispondenti ad un incremento del vigente canone mensile di 63.260,83 euro (cifre a cui si deve aggiungere il 10% di Iva).Sarà ampliata la zona di porta a porta esclusivo: ecco quanto si spenderà di più e come sarà finanziato l'aumentoTroppo per l'amministrazione, che ha preferito una via di mezzo. Sì all'estensione della zona A ma senza includere Pellaro, quindi fino all’asse autostradale (e comprendendo parte dell'attuale zona B). Il maggiore costo annuo “presunto” di 403.673,81 euro troverà copertura nel piano economico finanziario in corso di redazione, ovvero attraverso la Tari per il nuovo periodo regolatorio 2026-2029 (metodo Arera MTR-3). Secondo il Comune, il miglioramento apportato non inciderà eccessivamente sul costo annuo del contratto, perché mitigato dai rilevanti benefici che ne deriverebbero, “sia in termini ambientali ed economici e sia in termini di minori costi per lo smaltimento dei rifiuti e per il recupero degli abbandoni su strada”. Inoltre, l'aumento del porta e porta rappresenta un obiettivo già indicato nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione (Piao) 2025-2027, demandando al settore ambiente di raggiungere almeno 5000 utenze di pap rispetto a quelle previste dall'attuale contratto di appalto. In sintesi, il servizio costerà di più e da piano finanziario il rincaro deve essere pagato con la Tari, ma il Comune sostiene che nei fatti la tassa non aumenterà perché si ridurrà l'attuale spesa per il recupero dei rifiuti abbandonati in strada. Se poi la tassa, già tra le più alte d'Italia, rimarrà salata, la raccolta sarà finalmente efficiente… o meglio effettiva. E questo dovrebbe essere meno doloroso all'arrivo delle bollette, almeno a livello psicologico, perché pagheremo un servizio reale e regolarmente erogato.Un futuro che oggi appare quasi di fantascienza (cioé meno rifiuti abbandonati da smaltire e città pulita) ed è tutto da verificare. Al momento, l'unica certezza è che il Comune ha l'obbligo di coprire integralmente il servizio del porta a porta. E quella scritta nero su bianco nella delibera approvata dalla giunta, che attesta l'incidenza dell'aggravio di spesa sulla Tari.










